Referendum, Avola roccaforte di FdI ma vince il No. Cannata: “Rispettiamo il voto dei cittadini”
“Rispettiamo il voto dei cittadini”. E’ la scritta che campeggia sulla foto che il parlamentare Luca Cannata ha pubblicato sui suoi canali social, per commentare l’esito del referendum. L’esponente di FdI, vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera, non si è risparmiato in queste settimane, con decine di appuntamenti e convegni in lungo e in largo per la provincia di Siracusa, spiegando le ragioni del Si.
Ma alla fine, anche il territorio siracusano ha scelto il No come esito del referendum Giustizia, con una percentuale del 62,46%. “Abbiamo fatto ciò che ritenevamo giusto, con serietà e responsabilità, portando avanti una riforma per modernizzare la giustizia. È stata una scelta di coerenza rispetto al programma elettorale con cui ci siamo presentati agli italiani nel 2022”, si legge nel breve testo che accompagna il post social di Luca Cannata.
Anche Avola, cittadina di cui è stato sindaco e dove oggi prima cittadina è la sorella Rossana, una sorta di roccaforte per Fratelli d’Italia nel siracusano, si è imposto il No con 59,52% delle preferenze. Per certi versi, un dato sorprendente se si considera che nell’altro Comune amministrato da FdI – Portopalo – il Si ha chiuso nettamente avanti, come anche a Pachino. Sbagliato, però, sarebbe sovrapporre il comportamento del corpo elettorale in occasione di politiche o amministrative a quello per il referendum. Tra alleati di centrodestra, a livello regionale e provinciale, si apre però un tema di tenuta e compattezza, con le parole di Miccichè (Grande Sicilia) che aprono il valzer delle polemiche: “In Sicilia non tutti hanno sostenuto fino in fondo la riforma. Posso accettare una vittoria del No, ma ho troppa esperienza per non capire cosa è successo. Dove erano dirigenti, deputati, senatori, sindaci e assessori di centrodestra?”.
Accusa che non tocca Cannata,














