Futuro azzurro in bilico: Elicona vede Ricci, 48 ore cruciali
Nelle ore scorse Lino Elicona è volato in Romania. Nella sua agenda c’è un incontro con Alessandro Ricci, per provare ad entrare nel vivo della trattativa per il passaggio di proprietà del Siracusa calcio. Il cosiddetto gruppo dei “volenterosi” ha fatto la sua offerta e aspetta ora di capire quali siano le reali intenzioni dell’attuale presidente. Aspettano, insomma, di vedere le “carte” e capire quale sia realmente la situazione della società azzurra.
Certo non é di quelle da dormire sereni se le cronache di questi giorni raccontano di una istanza di fallimento – in qualche modo arginata in Tribunale a Siracusa – e solite difficoltà nell’organizzare le trasferte della prima squadra e delle giovanili, tali da richiedere la mobilitazione dei tifosi e di anonimi benefattori.
Il presidente Ricci non si vede a Siracusa ormai da settimane. La frattura con la piazza è totale: come ogni grande amore, la rottura é dolorosa. L’invito a passare la mano è diventato ormai un coro unanime. D’altronde, da dicembre scorso la crisi è conclamata e con la scadenza di metà aprile in vista, c’è poco da stare sereni. I tempi di manovra sono strettissimi. Se Ricci ha davvero a cuore il Siracusa, apra concretamente alla cessione. Pare che anche il sindaco Francesco Italia lo abbia invitato a valutare responsabilmente il momento. Nelle prossime 48 ore, il Siracusa si gioca la sua stessa esistenza.
I volenterosi assicurano di essere pronti a fare quello che serve adesso (leggasi scadenza di metà aprile) e quello che servirà in futuro (continuità, in C o in D). Purché si faccia presto, però. Dopo il 31 marzo, data da loro indicata per il closing, tutto potrebbe tornare in discussione.
Il tempo non é alleato né dell’una, né dell’altra parte. E men che meno lo è del Leone azzurro che si muove pericolosamente con vista sull’ennesimo fallimento della sua storia.
Una cosa sia chiara. Per questa maglia, per la passione che muove e la sua storia, servono rispetto, serietà e responsabilità. Ed ora é il momento di metterle sul tavolo, insieme alle “carte”, dell’una e dell’altra parte.














