Sette ettari di ambizione, il progetto dell’Archeoparco Tiche: rivoluzione verde, in mezzo alla storia
Con un video pubblicato sui suoi canali social a Pasquetta, il sindaco di Siracusa ha “svelato” il progetto Archeparco Tiche. Finanziato con 7,6 milioni di fondi del Pnrr, vede al via in questi giorni le prime operazioni di cantiere con lavori affidati al Rtp con Sicef srl di Roma (mandataria), mandanti Cascone Engeeniring (Catania) e Studio Silva srl (Bologna) costituiti in Ati Archeoparco Siracusa srl.
Si tratta di uno degli interventi più ambiziosi di rigenerazione urbana a Siracusa. L’archeoparco è infatti inteso come un’infrastruttura verde di circa 7,3 ettari, destinata a ridefinire il rapporto tra città, paesaggio e memoria storica. Un progetto complesso, ad alta componente tecnica, che unisce sostenibilità ambientale, valorizzazione archeologica e qualità architettonica. L’area di intervento, inserita in un tessuto urbano ad alta densità abitativa (oltre 116 ettari nel quartiere Tiche), si presenta oggi come uno spazio residuale, privo di viabilità interna e caratterizzato da vegetazione spontanea. Terreni in abbandono, insomma, in mezzo ad edilizia residenziale nell’area interclusa tra quattro vie principali: viale Scala Greca, via Augusta, viale Santa Panagia, viale Teracati. Il progetto vuole ribaltare questa condizione, trasformando il sito in una vera e propria “cerniera ecologica” tra il Parco Vittime della Mafia e l’area archeologica della Neapolis.
Complicato (per via dei vincoli e dell’interesse archeologico) ma affascinante al tempo stesso, il fatto che circa 3,7 ettari (oltre il 50% della superficie) siano sottoposti a tutela archeologica. Una porzione di circa 8.000 mq viene proprio destinata a scavi ed a valorizzazione diretta dei reperti e sarà pienamente fruibile al pubblico. L’intesa ed il dialogo costante con la Soprintendenza, quindi, saranno determinanti nelle varie fasi di avanzamento del cantiere dell’Archeoparco Tiche. La parte nord-orientale, anch’essa vincolata, “sarà invece dedicata alla
conservazione del patrimonio arboreo esistente, tutelando le componenti vegetali più significative”.
Il disegno dell’Archeoparco si sviluppa lungo una rete organica di percorsi pedonali lungo cui si alternano pergole bioclimatiche, aree di sosta, di gioco, aree fitness e sport per una superficie complessiva di circa 4.500 metri quadrati. Un asse principale diagonale, largo 4 metri, attraversa l’intera area collegando i due ingressi, mentre una maglia secondaria di viali più stretti (2,5 metri) distribuisce i flussi verso le diverse funzioni. Le pavimentazioni sono realizzate in terra stabilizzata con leganti idraulici e cordoli in pietra a delimitarli. Una scelta progettuale fondamentale riguarda la totale assenza di scavi invasivi. Tutte le pavimentazioni vengono realizzate in sovrapposizione al terreno esistente, preservando le stratigrafie archeologiche e garantendo la reversibilità dell’intervento.

Tra le realizzazioni figura anche un punto ristoro (con annessi servizi igienici). Si tratta di un volume compatto (circa 6×9 metri) con struttura in acciaio immaginato rivestito in doghe lignee verticali e copertura performante e stratificata per elevata efficienza energetica e resistenza agli agenti atmosferici. Presente anche un’area sportiva (campi da gioco polifunzionali) e aree gioco per bambini e famiglie. Anche in questi ambiti si mantiene il principio di non invasività, quindi nessuno scavo ma sistemi a riporto e strati drenanti.

La piazza centrale è concepita come “spazio urbano identitario”. Il disegno richiama tracciati archeologici reinterpretati in chiave contemporanea con l’impiego principalmente di pietra di Modica. Le sedute in calcestruzzo, rivestite in pietra lavica, diventano elementi integrati nel paesaggio.

Per attraversare ed ammirare le aree di scavo archeologico, si potrà camminare su di un sistema di passerelle sopraelevate. Struttura in acciaio e pavimentazione a doghe, secondo un sistema modulare e smontabile in modo da assicurare sia la fruibilità dei luoghi, sia la protezione dei reperti senza impatti sul suolo archeologico.

L’intero intervento “prevede l’utilizzo di materiali naturali e locali, la riduzione delle superfici impermeabili, l’inserimento di
essenze autoctone e l’adozione di sistemi di illuminazione a basso consumo con limitata dispersione luminosa”. Secondo la scheda progetto, l’Archeoparco Tiche è definibile come una “infrastruttura ambientale e sociale”. Un luogo – nelle idee dei progettisti – destinato a cambiare la qualità della vita urbana, restituendo ai cittadini uno spazio dove convivono natura, sport e archeologia.
Per complessità tecnica e visione, segna un punto di svolta nella pianificazione urbana contemporanea di Siracusa.













