Degrado e violenza senza fine, salvate la Borgata. Residenti e commercianti: “sicurezza al limite”

 Degrado e violenza senza fine, salvate la Borgata. Residenti e commercianti: “sicurezza al limite”

Ennesima rissa ieri sera in via Ierone, alla Borgata. Bottiglie rotte, sangue sull’asfalto, l’intervento della Polizia. Scena già vista. Non è la prima volta e non sarà l’ultima, almeno finché non cambia qualcosa di sostanziale. I residenti sono esasperati. I commercianti denunciano un calo del fatturato: chi può, evita la Borgata. Chi non può, vive con l’ansia addosso.
Le forze dell’ordine stanno intensificando i controlli, e va loro riconosciuto l’impegno. Ma i controlli a intermittenza non bastano. L’ipotesi di un presidio fisso interforze — Polizia, Carabinieri, Polizia Municipale — con una presenza stabile e visibile nel quartiere, merita di essere valutata seriamente dalle autorità competenti, non archiviata come idea troppo costosa o complicata. La Borgata è ormai un problema di contesto, non solo di ordine pubblico.
Prendiamo l’alcol. La Prefettura aveva già individuato nell’ubriachezza molesta una delle concause del degrado alla Borgata. Eppure i distributori automatici di bevande alcoliche continuano ad operare h24 senza limitazioni. Il Comune di Siracusa aveva predisposto una bozza di regolamento su alcol e malamovida, un atto che avrebbe potuto fare la differenza. Era ottobre 2025. Quella bozza non è mai arrivata in aula. Si è persa forse tra i corridoi degli uffici.
C’è poi una questione che riguarda la vivibilità quotidiana e che troppo spesso rimane sullo sfondo. Giovani donne, madri con bambini, anziani: tutti ogni giorno raccontano il disagio di percorrere pochi metri — dal parcheggio al portone di casa — in un clima di tensione che si è fatto ordinario. Schiamazzi, urla, molestie verbali, episodi di degrado che si ripetono. Alcune componenti della popolazione presente nel quartiere mostrano difficoltà di integrazione che si traducono in comportamenti incompatibili con la convivenza civile. E questo lo dicono le segnalazioni alle forze dell’ordine, non i pregiudizi.
Ora, la Borgata non è un quartiere qualunque. Ha una sua identità, una storia, una popolazione residente che merita rispetto e tutela. Non si può permettere che sprofondi nell’abbandono istituzionale mentre le autorità si rimpallano le competenze o aspettano che la situazione si normalizzi da sola.
Incentivi alle nuove attività commerciali e qualche controllo nel fine settimana sono misure utili, ma insufficienti. Serve un piano integrato. Suggeriamo quattro punti: presidio stabile delle forze dell’ordine, approvazione immediata del regolamento sull’alcol e la malamovida, interventi di mediazione sociale, investimenti sulla qualità degli spazi pubblici. Serve, soprattutto, che tutte le autorità locali — Comune, Prefettura, Questura — si siedano attorno ad un tavolo e decidano cosa fare, con scadenze precise e responsabilità chiare. Non dimenticatevi della Borgata e dei suoi abitanti.

 

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