Ondate di calore, i metalmeccanici chiedono tutele e piena applicazione dell’ordinanza regionale
Le principali sigle sindacali dei metalmeccanici (FIM, FIOM e UILM Siracusa) sollecitano l’estensione delle misure anti-calore ai lavoratori degli appalti e delle manutenzioni del polo petrolchimico. I sindacati chiedono un tavolo in Confindustria per aggiornare il protocollo d’intesa sulla salute.
La Regione, con ordinanza, ha disposto la sospensione delle attività lavorative nelle fasce orarie più critiche nei giorni in cui viene rilevato un livello di rischio elevato per l’esposizione al calore. I segretari delle tre sigle, Recano, Sardella e Miozzi, esprimono apprezzamento per il provvedimento regionale, ma avvertono che non basta. “Si tratta di un provvedimento importante e necessario, che dispone la sospensione delle attività lavorative nelle fasce orarie più critiche nei giorni in cui viene rilevato un livello di rischio elevato per l’esposizione al calore. Una misura che riconosce come la salute e la sicurezza debbano prevalere su qualsiasi esigenza produttiva”, dichiarano i tre segretari, aggiungendo tuttavia che “riteniamo indispensabile che le tutele previste dall’Ordinanza trovino piena applicazione anche nei confronti dei lavoratori metalmeccanici impiegati negli appalti e nelle manutenzioni del polo petrolchimico siracusano, spesso impegnati in cantieri, impianti industriali, attività all’aperto e lavorazioni caratterizzate da condizioni microclimatiche particolarmente gravose”.
Secondo i sindacati, le condizioni operative di questi lavoratori presentano fattori di rischio aggiuntivi rispetto ad altri settori: superfici metalliche irradianti, impianti ad alta temperatura, utilizzo di dispositivi di protezione individuale pesanti e lavorazioni ad alto sforzo fisico. “Per questi lavoratori il rischio da stress termico non è inferiore rispetto ad altri settori già espressamente richiamati dall’ordinanza. Al contrario, in molti casi le condizioni operative possono determinare livelli di esposizione ancora più elevati, con conseguenze potenzialmente gravi per la salute e la sicurezza», sottolineano Recano, Sardella e Miozzi. A supporto delle proprie richieste, i sindacati richiamano anche il Protocollo d’Intesa «Salute e Sicurezza del Settore Metalmeccanico” sottoscritto il 4 agosto 2023 tra Confindustria Siracusa e le organizzazioni sindacali, che già prevedeva una specifica valutazione del rischio da calore (ai sensi del D.lgs. 81/2008) e la riduzione dell’attività nelle ore più calde.
Nel concreto FIM, FIOM e UILM chiedono ad aziende committenti, imprese appaltatrici, Asp e Ispettorato del Lavoro di garantire la rimodulazione degli orari, l’interruzione delle attività nelle fasce a maggior rischio, un aumento delle pause di recupero, la disponibilità di aree ombreggiate e climatizzate e l’approvvigionamento costante di acqua. I sindacati ricordano inoltre la possibilità per le imprese di ricorrere alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria con causale “eventi meteo” in tutti i casi in cui sussista un rischio per la sicurezza, comprese le temperature eccessive, indipendentemente dai valori rilevati.
Su questi temi, le organizzazioni sindacali hanno già inviato a Confindustria Siracusa una richiesta di esame congiunto, con l’obiettivo di implementare e rinnovare il protocollo d’intesa sulla salute e sicurezza nel settore metalmeccanico, aggiornandolo in funzione dell’ordinanza regionale emanata il 12 giugno 2026.












