Pozzi abusivi in Sicilia, un ddl punta alla regolarizzazione per contrastare la desertificazione
Un disegno di legge all’Assemblea Regionale Siciliana punta alla regolarizzazione dei pozzi trivellati abusivi o con licenze di attingimento scadute, con l’obiettivo di mappare le risorse idriche del territorio e prevenire il rischio di desertificazione. Primo firmatario del provvedimento è Tiziano Spada, parlamentare regionale del Partito Democratico e sindaco di Solarino.
Il testo prevede che entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge l’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia avvii una campagna straordinaria di censimento volontario. Rientrano nel perimetro del provvedimento non solo i pozzi privi di concessione, ma anche quelli storici realizzati prima del 1967 e mai censiti, e le opere con iter amministrativo incompiuto. I proprietari dei fondi potranno presentare istanza di emersione e regolarizzazione entro un anno dall’avvio della campagna; nel frattempo le eventuali sanzioni amministrative legate all’uso non autorizzato della risorsa idrica saranno sospese fino alla conclusione del procedimento.
L’elemento centrale del ddl è l’istituto della cosiddetta “custodia produttiva”: l’agricoltore viene nominato custode dell’opera idrica e autorizzato a continuare il prelievo nei limiti strettamente necessari a salvare le colture, scongiurando così danni immediati ad agrumeti, pescheti e orti.
“Il disegno di legge muove dalla consapevolezza che l’applicazione rigorosa di chiusura dei pozzi sarebbe un danno importante per il settore dell’agricoltura, con forti ricadute sulle famiglie siciliane e sull’economia dell’Isola”, ha spiegato Spada. “Allo stesso modo, ignorare il fenomeno impedisce di tutelare il territorio dal rischio di desertificazione, che oggi come non mai è concreto”.
Il parlamentare ha sottolineato anche le ragioni pratiche che hanno reso necessaria una nuova norma: “Chi ha, nei propri terreni, pozzi non autorizzati è spinto a non agire se l’iter implica tempi lunghissimi per sanatorie e nuove concessioni, per questo si è reso necessario pensare a una nuova norma che snellisce i tempi e la burocrazia”. Spada ha poi aggiunto che “questo disegno di legge muove dal concetto di legalità, alla base dell’azione di governo della cosa pubblica, ma anche di salvaguardia di un settore primario nell’economia siciliana”.
Secondo il primo firmatario, l’autodenuncia dei pozzi e la relativa sanatoria — estesa anche alle opere realizzate prima del 1967 e in assenza dei vincoli oggi esistenti — servirà “non solo a mappare i territori ma soprattutto a evitare il rischio della desertificazione, in una terra martoriata dalle continue crisi idriche”.












