Contributo per gli extracosti, La Delfa: “Certifica il fallimento della gestione dei rifiuti a Siracusa”
Otto comuni della provincia di Siracusa hanno ricevuto un contributo straordinario della Regione Siciliana per compensare gli extracosti sostenuti nel conferimento dei rifiuti in discarica. Il provvedimento riguarda i centri che non raggiungono la soglia del 65% di raccolta differenziata. A beneficiarne sono Siracusa, Augusta, Priolo, Noto, Lentini, Carlentini, Pachino e Avola.
Secondo i dati Ispra relativi al 2024, le percentuali di raccolta differenziata dei comuni interessati risultano le seguenti: Siracusa al 51%, Augusta al 32%, Priolo al 44%, Noto al 43%, Lentini al 38%, Carlentini al 56% e Pachino al 62%. Avola, inclusa nel provvedimento, si attesta esattamente al 65%, mentre Francofonte, fermo al 40%, non figura tra i destinatari del contributo. Tutti gli altri comuni della provincia non coinvolti dal provvedimento superano invece la soglia del 65%.
A commentare la vicenda è Salvo La Delfa, co-portavoce provinciale di Europa Verde Siracusa – Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), che parla apertamente di fallimento gestionale. “Il contributo straordinario, ormai diventato ordinario in quanto negli ultimi tre anni è stato elargito ogni anno, è un contributo che non risolve i problemi, e dimostra semplicemente quanto poco si faccia in questi comuni per aumentare la raccolta differenziata”, sostiene La Delfa, secondo il quale per il capoluogo la situazione è particolarmente critica.
Nel comunicato, Europa Verde sottolinea il paradosso Siracusa. Secondo La Delfa, “da un lato l’assessore all’igiene urbana del comune di Siracusa e la giunta Italia non sono in grado di migliorare nessuno dei parametri che misurano la qualità e la quantità dei rifiuti raccolti, lasciando Siracusa inchiodata da anni al 50% di raccolta differenziata”, mentre dall’altro il contributo viene presentato come uno strumento per “incrementare le percentuali di raccolta differenziata e incentivare l’economia circolare”.
La Delfa sottolinea inoltre l’assenza di una pianificazione a lungo termine per la gestione del servizio a Siracusa, con particolare riferimento alla scadenza del contratto attualmente in essere. “Un obiettivo minimo, quello del 65%, che sarebbe alla portata del nostro Comune se solo si avviasse una seria e impegnata politica di amministrazione del servizio di igiene urbana”, conclude La Delfa, aggiungendo che il mancato raggiungimento di tale soglia “non fa altro che certificare il fallimento su cui questa Amministrazione comunale è chiamata a rispondere”.












