Messaggio in bottiglia nelle agitate acque del Vermexio: “Grande Sicilia firmi mozione di sfiducia”
C’è un messaggio nella bottiglia che galleggia nelle acque sempre più agitate attorno a Palazzo Vermexio. “Grande Sicilia firmi la mozione di sfiducia e andiamo al voto”. L’appello porta la firma del consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Paolo Cavallaro, che non rinnega la paternità dell’invito rivolto al principale alleato del sindaco Francesco Italia. Del resto, il malumore degli Autonomisti non è più un mistero. Tanto da rendere necessario un vertice di maggioranza, convocato per giovedì mattina, con l’obiettivo di ricucire gli strappi emersi nelle ultime settimane.
Prima, però, c’è da superare lo scoglio del Consiglio comunale convocato per questa mattina alle 10. Per evitare che si trasformi nell’iceberg fatale per il Titanic, la maggioranza dovrà dimostrare di saper trovare una sintesi su alcuni dossier delicati. Su tutti, il debito fuori bilancio da oltre un milione di euro da accantonare in favore di Edison, in seguito a un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo. E poi resta da capire se si placheranno le tensioni interne, con consiglieri che incrociano le lame tra i banchi della stessa coalizione e assessori che chiedono maggiori risorse a chi tiene ben stretti i cordoni della borsa comunale.
È in questo contesto che si inserisce l’appello di Cavallaro. “Si torni a votare, ma con un centrodestra finalmente compatto anche a Siracusa”, dice il consigliere di Fratelli d’Italia. “Grande Sicilia lasci Francesco Italia e, insieme a Fratelli d’Italia e Forza Italia, costruiamo una proposta unitaria e nuova per il governo della città, che da troppi anni soffre proprio sui temi più vicini ai cittadini”.
Di una mozione di sfiducia, però, nessuno parla apertamente. E non è un dettaglio. Senza Grande Sicilia, infatti, le opposizioni non avrebbero i numeri per far cadere il sindaco. Per questo, almeno ufficialmente, il tema resta confinato nel campo delle ipotesi.
Tra i corridoi della politica cittadina continua però a circolare anche un’altra suggestione, sospesa tra fantapolitica e pragmatismo. Una grande coalizione per accompagnare l’amministrazione fino alla fine del mandato. Un centrodestra unito, sì, ma non all’opposizione. Al contrario, a sostegno della giunta Italia, con Grande Sicilia, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega nella stessa maggioranza, lasciando fuori gli altri. Tranne magari listce civiche e movimenti che si riconoscono nell’area.
Uno scenario che, al momento, appare difficile da immaginare e ancora più complicato da spiegare agli elettori. Probabilmente faticherebbe a convincere anche una parte dei consiglieri comunali. Sarebbe una mossa destinata a spiazzare tutti e rappresenterebbe una brusca torsione politica per il sindaco, considerato uno dei riferimenti del centrosinistra siracusano, che concluderebbe così il suo doppio mandato sostenuto da una maggioranza spostata decisamente a destra.
Gli ideali, in politica, spesso si confrontano con la necessità. Ma il posizionamento resta una delle poche certezze che continuano a pesare. Per questo, almeno per ora, resta soprattutto fantapolitica.













