Autodromo, la vendita ancora in sospeso. La burocrazia “spaventa” gli investitori del fondo estero
Rischia di raffreddarsi l’avviata cessione dell’autodromo di Siracusa. La conclusione della compravendita era stata indicata “entro febbraio 2026”, ma il perfezionamento dell’atto definito è stato subordinato ad una serie di passaggi burocratici amministrativi, successivi al trasferimento della competenza sulla vicenda dall’Organismo Straordinario di Liquidazione alla presidenza del Libero Consorzio di Siracusa. La volontà degli investitori – che hanno presentato la proposta di acquisto da poco più di 3 milioni di euro – non è cambiata. La cauzione di 152mila euro (5% del prezzo) è stata regolarmente versata. Mancano ancora però le firme sull’atto di compravendita.
Sebbene l’ottimismo di facciata, starebbe invero alimentando più di una preoccupazione il fatto che serva una variante urbanistica per rendere realizzabile il progetto per un motorsport resort, immaginato dal fondo di investimento estero. E qui entra in campo quel mostro mitologico che è la burocrazia siciliana. La competenza sulla variante è in campo al Comune di Siracusa, che dovrebbe avviare l’iter già di per sè non dei più veloci. L’esito, peraltro, potrebbe non essere scontato in epoca di forti contrapposizioni politiche e gestionali.
Chi ha memoria, noterà come questa storia ricordi da vicino la vicenda resort alla Pillirina: l’investimento di una società privata e l’inversione urbanistica. Finale? Nulla di fatto, tutto impantanato. Ecco perchè inizia a serpeggiare qualche timore. Fino a quando il fondo di investimenti è disposto ad attendere? E chi può garantire agli investitori che non si ritroverebbero con una proprietà non funzionale per i loro piani?
Il dossier autodromo è al centro di grande attenzione da parte degli uffici del Libero Consorzio, confermano fonti vicine alla ex Provincia. Si lavora per ripetere il buon esito dell’operazione ex carcere borbonico, gioiello venduto e già trasformato dalla nuova proprietà in cantiere.
Gli investitori esteri, non è un mistero, mirano a recuperare la pista ma soprattutto a realizzazione un motorsport resort ovvero un complesso multifunzionale che dovrebbe comprendere un autodromo completamente riqualificato, strutture ricettive, aree espositive, musei dedicati ai motori, ristorazione, spazi commerciali e servizi turistici.













