S. Giovanni La Punta (CT), lite in famiglia, finiscono tutti in ospedale
Il tempestivo intervento dei Carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania ha consentito di riportare la situazione sotto controllo e di assicurare alla giustizia un giovane che, nonostante fosse sottoposto agli arresti domiciliari, aveva deciso di violare le prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria per raggiungere l’ex compagna ricoverata in ospedale. L’episodio si è verificato a San Giovanni La Punta, dove i militari della Stazione Carabinieri di San Gregorio di Catania sono intervenuti a seguito di una richiesta di aiuto giunta al 112 Numero Unico di Emergenza, durante la quale era stata segnalata una lite in famiglia. Giunti nell’abitazione indicata, i Carabinieri hanno trovato una 54enne e la figlia 20enne, entrambe con evidenti lesioni che si erano procurate picchiandosi. I militari hanno immediatamente messo in sicurezza la situazione e, in stretto coordinamento con la Centrale Operativa, hanno richiesto l’intervento del personale sanitario del 118, che ha trasportato le due donne in due diversi ospedali del capoluogo etneo. Dai primi accertamenti svolti sul posto è emerso che, poco prima, al culmine di una discussione scaturita per futili motivi, la giovane avrebbe aggredito fisicamente la madre, provocandole le lesioni poi riscontrate dai sanitari e giudicate guaribili con ben 20 giorni di prognosi. L’intervento dei Carabinieri, tuttavia, ha consentito di far emergere anche un ulteriore episodio di rilievo. Mentre erano in corso gli accertamenti, infatti, i militari hanno rintracciato presso il Pronto Soccorso dell’ospedale San Marco, dove era stata trasportata la giovane, l’ex compagno di lei, un 22enne catanese, che aveva raggiunto la struttura sanitaria proprio nel tentativo di incontrarla. Gli immediati controlli hanno permesso di accertare che il ragazzo era, però, stato arrestato appena la sera precedente dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Catania perché ritenuto responsabile di gravi lesioni cagionate proprio alla 20enne e che, per tale motivo, era stato sottoposto agli arresti domiciliari. Una misura che aveva di fatto violato, allontanandosi arbitrariamente dal domicilio per raggiungere l’ospedale. Il giovane, peraltro, per cercare di eludere i controlli, ha fornito ai militari generalità false, ma questo escamotage non è servito ad evitargli una denuncia per false attestazioni sulla propria identità personale e l’arresto per evasione, ferma restando la presunzione di innocenza valevole ora e fino a condanna definitiva. Sulla base degli indizi raccolti, da verificare in sede giurisdizionale, la 20enne è stata contestualmente denunciata per aver picchiato la madre mentre per l’ex compagno, l’Autorità Giudiziaria ha disposto l’accompagnamento in carcere.













