Impianti di energia rinnovabile, controlli più stringenti nelle zone colpite da incendi
La Regione Siciliana intensifica i controlli sulle aree destinate agli impianti di energia rinnovabile, con particolare attenzione alle zone colpite in passato da incendi boschivi. Lo stabilisce una direttiva firmata dall’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente, Giusi Savarino, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza e rigore nei procedimenti di valutazione ambientale.
Il provvedimento nasce dalla necessità di colmare le lacune dei catasti comunali, lo strumento preposto alla mappatura delle superfici percorse dal fuoco e all’applicazione dei conseguenti vincoli di tutela. Quando tali catasti risultino non aggiornati, incompleti o comunque inidonei a una verifica puntuale dello stato dei luoghi, la direttiva consente alla Commissione tecnica specialistica di acquisire direttamente i dati cartografici e georeferenziati in possesso del Corpo forestale regionale durante l’istruttoria dei procedimenti autorizzativi.
In parallelo, il Corpo forestale è chiamato a effettuare una ricognizione sistematica dello stato dei catasti comunali e a promuovere iniziative nei confronti delle amministrazioni locali affinché procedano al loro tempestivo aggiornamento, fornendo se necessario anche supporto tecnico.
«Studi, analisi e contributi tecnico-scientifici hanno richiamato l’attenzione sul rischio che le aree percorse dal fuoco possano in alcuni casi essere oggetto di fenomeni speculativi o di pressioni finalizzate a successive trasformazioni del territorio, come l’impianto di pannelli fotovoltaici», ha dichiarato l’assessore Savarino. «Alla luce di questo riteniamo doveroso rafforzare gli strumenti di verifica e di coordinamento tra le strutture regionali competenti, affinché ogni valutazione ambientale sia fondata sul più completo quadro conoscitivo disponibile, nel pieno rispetto della normativa vigente e secondo i principi di prevenzione, precauzione, trasparenza e imparzialità dell’azione amministrativa».
Savarino ha inoltre ricordato le iniziative già avviate dalla giunta regionale sul fronte della prevenzione degli incendi, sottolineando che «l’80 per cento dei roghi si genera a partire dai terreni incolti dei privati». L’assessore ha fatto riferimento a una proposta inserita nell’ultima legge di Stabilità — rimasta però senza approvazione — che prevedeva l’istituzione di un fondo di rotazione a sostegno dei Comuni nell’esercizio delle attività di prevenzione e dei poteri sostitutivi nei confronti dei proprietari inadempienti nelle aree ad alto rischio. «Un’iniziativa che non è stata approvata, ma che riproporremo nei prossimi lavori parlamentari, perché la riteniamo coerente con gli obiettivi di tutela del patrimonio ambientale regionale», ha aggiunto.













