L’area archeologica di Santo Lio è salva. Nessuna centrale elettrica
La Stazione Elettrica SE 380 kV e la cabina di E-Distribuzione non saranno più costruite a Santo Lio. Il MASE ha trasmesso a tutti gli enti coinvolti la comunicazione ufficiale del ritiro del progetto da parte di Terna. La battaglia per la tutela dell’area archeologica di Santo Lio è stata vinta. Ci troviamo in territorio di Palazzolo, al confine con il territorio di Noto. In quest’area, ricchissima di testimonianze rupestri sepolcrali e abitative risalenti tra il IV e il VI secolo d.C., Terna voleva realizzare una mega centrale di trasformazione elettrica. Un territorio di grande importanza anche sotto il profilo paesaggistico e faunistico. La sinergia e la comunione di intenti hanno prodotto questo risultato – dichiara Sebastiano Tiberio, componente del Comitato Santo Lio – . È questa la dimostrazione che quando una comunità difende la propria storia e il proprio territorio può contrastare i poteri forti e raggiungere gli obiettivi. Ora è il momento della gioia.” L’area archeologica di Santo Lio è salva per merito di istituzioni e cittadini che non hanno mai smesso di lottare per la tutela del territorio.
“Non è stata la vittoria di un partito, né la vittoria di pensatori, ideologi e opinionisti con l’abitudine a puntare il dito mentre rimangono con le mani in mano – dice Pietro Rosa Presidente del Consiglio Comunale di Noto e Vicepresidente del Libero Consorzio di Siracusa – . Oggi le meraviglie di Santo Lio sono salve grazie alla tenacia di donne e uomini che, per oltre due anni, si sono battuti per un’area di profondo valore archeologico, affermando la centralità del nostro patrimonio storico e ambientale rispetto alle logiche di potere industriale. Oggi, insieme ai cittadini, al Comitato per la Tutela di Santo Lio e a una parte del mondo accademico, istituzionale e dell’informazione, ha vinto il nostro territorio e con esso u’intera comunità”.













