Cavadonna, cresce l’allarme dopo i disordini: “Lo Stato intervenga subito”

 Cavadonna, cresce l’allarme dopo i disordini: “Lo Stato intervenga subito”

Cresce la preoccupazione per quanto sta accadendo all’interno della Casa Circondariale di Cavadonna, dove nelle ultime ore si sono registrati gravi episodi di tensione e disordini tra gruppi di detenuti. Sulla situazione intervengono esponenti politici e sindacali, chiedendo risposte immediate sul fronte della sicurezza e delle condizioni di detenzione.
A esprimere solidarietà alla Polizia Penitenziaria è Peppe Germano, vice coordinatore regionale di Noi Moderati, in vista della manifestazione che gli agenti terranno l’1 settembre davanti al carcere di Siracusa. «Le continue aggressioni e le condizioni di difficoltà denunciate dagli agenti non possono diventare normalità», afferma Germano, chiedendo più personale, strumenti adeguati e interventi organizzativi immediati.
«Chi ogni giorno garantisce sicurezza e legalità all’interno delle carceri deve poter lavorare in condizioni dignitose e, soprattutto, senza sentirsi abbandonato dallo Stato», aggiunge, sottolineando che la tutela dei diritti dei detenuti deve andare di pari passo con quella degli operatori penitenziari. «Il grido d’allarme che arriva dal carcere di Siracusa non può rimanere inascoltato».
Preoccupazione viene espressa anche dalla Federazione di Siracusa di Sinistra Italiana-AVS, che parla di una situazione «davvero complicata e preoccupante». La formazione politica richiama, oltre agli episodi di violenza tra detenuti, le condizioni dell’istituto, con segnalazioni sulla presenza di topi e cimici e su sistemi di condizionamento assenti o poco funzionanti nelle celle, che potrebbero aver contribuito ad alimentare le tensioni.
Per Sinistra Italiana-AVS occorre intervenire immediatamente sugli organici della Polizia Penitenziaria, «ridotti ai minimi termini da anni di politica di tagli», e sulle carenze strutturali. Il partito chiede inoltre di ripensare il sistema carcerario, puntando su servizi adeguati, reinserimento sociale e recupero dei detenuti, evitando che il carcere venga considerato esclusivamente come strumento punitivo.
Infine, prende posizione il Nuovo Sindacato Carabinieri – Segreteria provinciale di Siracusa, che esprime piena solidarietà e vicinanza agli uomini e alle donne della Polizia Penitenziaria di Cavadonna.
Per i segretari generali Christian Monaco e Leandro Palermo, aggressioni, minacce e disordini non possono essere considerati semplici criticità della gestione quotidiana, ma rappresentano «un problema di sicurezza che riguarda l’intero sistema». L’NSC, richiamando anche la posizione del segretario OSAPP Giuseppe Argentino, chiede un «vero e celere cambio di passo».
Il sindacato ribadisce la necessità di rafforzare la collaborazione tra tutte le Forze di polizia e le componenti del sistema sicurezza e lancia un messaggio agli agenti: «Non siete soli». Per l’NSC, «una divisa aggredita non è un fatto privato. È un presidio dello Stato che viene colpito». E proprio per questo, conclude, «lo Stato deve rispondere con fermezza, strumenti e presenza».

 

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