Scoppia la bufera politica sul Pride: “quali criteri sono stati utilizzati per il contributo pubblico?”

 Scoppia la bufera politica sul Pride: “quali criteri sono stati utilizzati per il contributo pubblico?”

Torna a far discutere il Pride di Siracusa dello scorso luglio. Dopo le polemiche e le divisioni, anche interne al comitato organizzatore, legate alla presenza di Heather Parisi come madrina, scoppia il caso politico per il contributo concesso alla manifestazione dal Comune di Siracusa: circa 25mila euro. “Voglio capire quali criteri sono stati utilizzati”, sbotta il consigliere comunale Paolo Cavallaro (FdI). “Non intendo aprire una discussione ideologica sul Pride. Da consigliere comunale mi interessa invece capire come vengono utilizzate le risorse pubbliche e secondo quali criteri vengono finanziate le diverse iniziative organizzate in città.
I numeri meritano certamente un approfondimento”, aggiunge. “Non sto mettendo in discussione la regolarità amministrativa delle spese. Sto ponendo una questione squisitamente politica: quali criteri utilizza l’Amministrazione per decidere quali manifestazioni sostenere e, soprattutto, quanto concedere a ciascuna?”, prosegue Cavallaro che anticipa la presentazione di una richiesta di accesso agli atti. “Chiederò non soltanto tutta la documentazione relativa alla concessione dei 25.000 euro per il Siracusa Pride, ma anche il quadro delle iniziative finanziate e non finanziate, gli importi richiesti e quelli concessi e, soprattutto, i criteri utilizzati dall’Amministrazione per distribuire le risorse destinate agli eventi estivi e alla promozione turistica”.
Giuseppe Giganti (Futuro Nazionale) parla senza mezzi termini di sperpero di denaro pubblico. “Il diritto di manifestare va rispettato. La questione riguarda però le priorità nell’utilizzo del denaro pubblico. Parliamo di oltre 25.000 euro, una cifra che merita trasparenza e discussione. Preferirei che le tasse fossero destinate ai servizi per disabili e anziani, ai trasporti, alla manutenzione, alle famiglie in difficoltà e alle persone più povere. Pensate a quanti climatizzatori per le scuole si sarebbero potuti comprare…”.
Al momento, nessuna replica da parte di Palazzo Vermexio o dal Comitato organizzatore del Pride di Siracusa, contattati dalla redazione di SiracusaOggi.it
Intanto, sta alimentando una vivace discussione sui social il post sul tema di Salvo Bisicchia. E’ un insegnante, scrittore e testimone pubblico di fede e resilienza dopo aver contratto la Sla (Sclerosi Laterale Amiotrofica) che lo costringe a letto, assistito da un ventilatore polmonare. Per comunicare con l’esterno, si avvale di un computer a controllo oculare o vocale. Il suo libro autobiografico “Sla: Solo Lui può Aiutarci” (edito da EBS Print) è diventato un piccolo caso editoriale. “Qualcuno mi potrebbe spiegare perché devo pagare anche io il Gay Pride? Perché più di 25000 euro per una manifestazione di parte e poi il Comune mi chiede la compartecipazione per avere l’assistenza a casa? Io vorrei che le mie tasse andassero ai servizi per i disabili, agli anziani, ai trasporti, alle scuole, ai servizi, all’aiuto dei poveri o, almeno, a manifestazioni di ampio respiro culturale”.

foto generata con strumenti di IA

 

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