Tekra in crisi, rebus Siracusa: quali effetti su Risam? Vertice al Vermexio. Aloschi: “Servizio regolare”

 Tekra in crisi, rebus Siracusa: quali effetti su Risam? Vertice al Vermexio. Aloschi: “Servizio regolare”

“Il servizio di igiene urbana al momento prosegue regolare e senza nessun problema”. Sono le prime parole dell’assessore Luciano Aloschi al termine del vertice convocato questa mattina a Palazzo Vermexio per esaminare le ripercussioni del caso Tekra sulla subentrante Risam che si occupa della raccolta rifiuti a Siracusa, dopo affitto del ramo di azienda. Uffici comunali e Dec si sono confrontati e stanno acquisendo quanta più documentazione possibile. “Quando avremo un quadro completo della situazione, valuteremo il da farsi e come muoverci”, assicura l’assessore che garantisce intanto vigilanza costante per evitare una crisi della spazzatura nel capoluogo.
Da documenti visionati dalla redazione di SiracusaOgg.it risulta nel Registro Imprese – da parte di Tekra – l’accesso ad uno strumento di regolazione della crisi e dell’insolvenza con riserva di deposito della documentazione, davanti al Tribunale di Nocera Inferiore, a partire dal luglio 2026. Il Tribunale ha inoltre confermato misure protettive, con efficacia dal 30 luglio 2026, prorogandole per ulteriori 30 giorni con provvedimento del 17 agosto. Questo è un fatto societario di grande rilievo la cui portata, segnalata per primo dal Comitato Ortigia Resistente, potrebbe arrivare ad avere ripercussioni su Risam, subentrata dal primo febbraio proprio a Tekra, attraverso un contratto di affitto di ramo d’azienda di cui il Comune di Siracusa non era stato preventivamente informato.
Il ramo d’azienda è stato affittato per 10 anni, senza però contemperare il trasferimento della proprietà dei beni principali. I mezzi per la raccolta rifiuti, ad esempio, sono rimasti di Tekra e sono stati concessi a RisAm in noleggio, per soli sei mesi, con un canone complessivo di 163.350 euro, rinnovabile ma non garantito oltre tale termine. Ecco perchè uno stato di crisi che coinvolga Tekra potrebbe avere risvolti diretti su Risam a Siracusa.
Quanto ad eventuali debiti, quello pregressi alla data del primo febbraio – da contratto – sono rimasti in capo a Tekra, senza però che appaia esservi alcuna garanzia patrimoniale a favore delle stazioni appaltanti (tra queste, il Comune di Siracusa). Quindi se RisAm dovesse adesso trovarsi in difficoltà operativa, il primo soggetto chiamato a intervenire sarebbe il Comune di Siracusa. Anzitutto per evitare l’interruzione del servizio.
Per quel che riguarda i dipendenti, il Consiglio comunale ha approvato nei mesi scorsi una delibera per il pagamento diretto degli stipendi dei netturbini siracusani in caso di inadempienza. E’ una misura di tutela dei lavoratori che, però, trasferisce indirettamente il rischio industriale sull’ente pubblico. Il piano B per tutelare invece, e nel complesso, i cittadini, il servizio, l’igiene urbana di Siracusa sta prendendo forma in queste ore dentro il Palazzo di Città. Contemporaneamente si lavora alla nuova gara d’appalto, per un servizio milionario (circa 30 mln l’anno, ndr) in scadenza nel 2027.

 

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