Inda, confronto in consiglio comunale su governance e statuto

 Inda, confronto in consiglio comunale su governance e statuto

Le vicende legate alla Fondazione Inda al centro della seduta del consiglio comunale di questa mattina. Nel corso della seduta convocata dal presidente Alessandro Di Mauro, l’assise cittadina ha affrontato il tema portato all’attenzione dell’aula dal Partito Democratico, attraverso un ordine del giorno, la cui discussione, su richiesta della consigliera Gabriella Troia, è stato anticipato rispetto all’ordine dei lavori.

Il documento è stato illustrato da Massimo Milazzo che ha richiamato l’attenzione sui casi degli ultimi tre sovrintendenti: il primo, Calbi, che al termine del suo mandato non fu inserito della terna proposta dal Cga, e gli altri due, Told e Pitteri, entrambi dimissionari prima della scadenza. Secondo il consigliere, sono vicende che mettono in cattiva luce la Fondazione e che sembrano essere la conseguenza di una lacuna dello statuto in materia di competenze del sovrintendente e del consigliere delegato. Milazzo si è chiesto se non sia il caso di seguire l’esempio di altre fondazioni culturali, che non prevedono la figura del consigliere delegato e privilegiano il ruolo del sovrintendente, a cui spettano le scelte da cui dipende il successo dell’ente.
La risposta è arrivata dal sindaco, Francesco Italia, che è anche presidente del Cga Inda. Italia ha rivendicato i successi senza precedenti della ultime stagioni e ha parlato di “clima sereno” all’interno del consiglio di amministrazione, che recentemente è stato rinnovato e ha già deciso “all’unanimità” i titoli delle tragedie da mettere in scena nel 2028 e nel 2029. Il sindaco ha respinto, perché “falsa e sbagliata”, l’immagine di una Fondazione “mangia-sovrintendenti”. Calbi, ha detto ha concluso il mandato, mentre Told ha deciso di dimettersi perché aveva chiesto di modificare il suo contratto di assunzione a tempo di determinato in consulenza, richiesta che non poteva essere soddisfatta. Italia ha ammesso che le dimissioni di Pitteri “ci hanno sorpreso” ma ha anche spiegato che il sovrintende dopo soli tre mesi di contratto “aveva già deciso di partecipare ad altri due concorsi pubblici”. Il sindaco ha ricordato che, secondo lo statuto, il consigliere delegato è un organo della Fondazione mentre il sovrintendente è un dipendente a tempo determinato, statuto che fu approvato nel 2018, che viene rispettato e che stabilisce quali sono le competenze della due figure. La riforma, ha proseguito, è un tema di cui si discute e non è escluso che possa essere affrontato nel corso di un incontro con il ministro della Cultura che dovrebbe tenersi a breve.
Nelle repliche, Milazzo ha detto che è giunto il momento di mettere mano allo statuto e ha ricordato che lo stesso Calbi ha spiegato quali sono le criticità dell’Inda in una articolo pubblicato sul quotidiano “La Repubblica. Italia ha di nuovo respinto il racconto secondo il quale nella Fondazione “i sovrintendenti non durano” e ha detto che la non riconferma di Calbi nel terna delle candidature per il successivo incarico fu il frutto di una valutazione sui risultati ottenuti.
Nel dibattito sono intervenuti Damiano De Simone e Paolo Romano che hanno evidenziato il valore internazionale della Fondazione e la sua importanza per la città.

 

 

Foto: consiglio comunale, repertorio.

 

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