Un aeroporto per Siracusa, “suggestione affascinante ma non percorribile”
L’Etna continua a spaventare il sistema aeroportuale siciliano. L’attività eruttiva ha bloccato a più riprese l’attività dello scalo di Fontanarossa, con conseguenze a cascata anche sull’economia turistica della Sicilia. Le bizze del vulcano hanno contribuito a riaccendere le suggestioni di uno scalo aereo a Siracusa. Un’idea che affonda le sue radici all’epoca della sindacatura Bufardeci ma che non ha mai conosciuto passaggi concreti, oltre qualche timido sondaggio. Tra contrada Cuba (scartata), Tivoli, Rigliffi, Monasteri e Pantanelli si valutarono aree che avrebbero potuto ospitare l’aeroporto di Siracusa con tanto di indicazione di massima in Prg. Quel sogno durò giusto il tempo di un battito di ciglia, finendo presto accantonato anche per via delle evidenti difficoltà realizzative ed organizzative.
Ora, però, le bizze dell’Etna hanno spinto a soffiare via la polvere da quella suggestione. “Sicuramente la collocazione dell’aeroporto di Catania non fu un’idea brillante”, dice oggi il sindaco di Siracusa, Francesco Italia con riferimento alla vicinanza con l’Etna. “Pensare ad un nuovo aeroporto a Siracusa, onestamente, è obiettivo piuttosto complesso. La suggestione è affascinante, non lo nego. Ma non credo sia percorribile”, conclude. Insomma, bello sognare ma non ci sono indicazioni per credere che Siracusa possa mai avere un vero e proprio aeroporto, peraltro schiacciata com’è – nel traffico aereo – tra Catania e Comiso.
La Sicilia oggi ha già 5 aeroporti. Oltre ai due principali scali di Catania e Palermo, sono operativi i “minori” Trapani Birgi, Lampedusa e Comiso. Nell’elenco si potrebbe anche inserire Sigonella, per quanto non destinato di default al traffico aereo civile. Il vero punto debole è l’interconnessione tra i vari scali. Autostrade e ferrovie sono carenti da questo punto di vista e ancora mancano servizi base come, ad esempio, la stazione del treno sin dentro l’aeroporto. Ci sono i bus, ma si spostano su strade che – come nei casi di Comiso e Trapani – richiedono ore e giri larghi per arrivare.












