Impianto rifiuti speciali a due passi dalla riserva di Cavagrande, ira di Federparchi Sicilia

 Impianto rifiuti speciali a due passi dalla riserva di Cavagrande, ira di Federparchi Sicilia

La Regione Siciliana ha dato il via libera ai lavori per un impianto di recupero e smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi in contrada Stallaini, nel comune di Noto, a poche centinaia di metri dal confine della Riserva Naturale Orientata Cavagrande del Cassibile e in prossimità di due Siti Natura 2000. La notizia ha suscitato la dura reazione di Federparchi Sicilia, che contesta la compatibilità dell’intervento con la fragilità ambientale del territorio ibleo.
Stando alla documentazione consultabile sul sito della Regione Siciliana, l’impianto avrà una capacità complessiva di 614.000 metri cubi e sorgerà in corrispondenza di una parte delle ex cave di materiale lapideo calcareo. Il progetto prevede la realizzazione di cinque vasche per l’abbancamento di rifiuti non pericolosi. La vasca numero 2 sarà destinata a rifiuti contenenti cemento-amianto, le restanti a rifiuti non pericolosi e non putrescibili. Il sito si trova a circa 12 chilometri dal centro di Noto e a 4,5 chilometri da Canicattini Bagni.
Il progetto era stato autorizzato per la prima volta con decreto del 21 dicembre 2012, ma non era mai stato portato a compimento a causa di interruzioni e problematiche amministrative. La sua efficacia era stata successivamente prorogata con decreto Arta del 31 ottobre 2025, a seguito della sentenza del Tar Sicilia, per ulteriori 934 giorni. Federparchi segnala inoltre che la relazione paesaggistica è stata redatta in ottemperanza a un parere della Soprintendenza di Siracusa del 2010, precedente all’approvazione definitiva del Piano Paesaggistico della Sicilia, che include anche quest’area.
Tra le criticità tecniche sollevate figura l’esclusione del progetto dalla Valutazione di incidenza — il procedimento preventivo obbligatorio per qualsiasi intervento che possa incidere significativamente su un sito della rete Natura 2000 — disposta nel 2009 dal Servizio 1 dell’Arta sulla base di una valutazione dimensionale dell’opera. Un primo parere negativo era già stato espresso dalla Commissione Tecnica Speciale della Regione Siciliana, che aveva evidenziato le criticità idrologiche e idrauliche dell’area, compresa la presenza di una falda idrica in zona ad alta criticità idrogeologica. La vicenda si intreccia con l’iter per l’istituzione del Parco nazionale degli Iblei.
Marco Mastriani, coordinatore regionale di Federparchi Sicilia, non nasconde la propria contrarietà. “Da oltre 20 anni lottiamo per l’istituzione del Parco nazionale degli Iblei e questo purtroppo è uno degli esempi di progetti che nulla hanno a che fare con la vocazione naturalistica, culturale e di turismo sostenibile di un’area di estrema fragilità e importanza ambientale e naturale come Cava Grande del Cassibile”. Mastriani rivolge un appello diretto agli amministratori locali e alla Regione: “si applichino i livelli massimi di tutela previsti per legge, in un’area di estrema importanza ambientale e naturale, dove si devono consolidare tutti gli sforzi possibili per la difesa della Riserva Naturale Orientata di Cava Grande del Cassibile e la difesa delle sue acque che sono sacre e un patrimonio naturale di tutti”.

 

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