Siracusa, provincia più indebitata d’Italia

 Siracusa, provincia più indebitata d’Italia

I dati nazionali forniti dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre svelano una tendenza macroeconomica in termini di indebitamento medio a breve termine che nel contesto siciliano e in particolare della provincia di Siracusa, esprime un quadro allarmante. Infatti, se a livello italiano l’indebitamento medio a breve termine si attesta a 6.657 euro per famiglia, la Sicilia e il territorio aretuseo mostrano dinamiche di dipendenza dal credito decisamente più marcate. L’Isola infatti non solo supera abbondantemente la media nazionale del debito per consumi ma si posiziona sul podio delle regioni più esposte d’Italia con un debito complessivo che ha raggiunto quota 15,48 miliardi di euro, posizionando la Sicilia al terzo posto in Italia per indebitamento a breve termine, per nucleo familiare così mentre le regioni del Nord trainano gli investimenti immobiliari di lungo periodo con la Lombardia in testa a quota 93.994 mutui accesi, in Sicilia i mutui per l’acquisto della casa sono stati appena 18.578. La propensione al debito nell’Isola si concentra quindi sulla liquidità a breve termine anziché sulla creazione di patrimonio. Il dato più critico dell’intera indagine CGIA riguarda Siracusa, che si attesta come la provincia più indebitata d’Italia per quanto riguarda finanziamenti e mutui. Ogni nucleo familiare siracusano ha in media 8.437 euro di debito residuo con banche e finanziarie. Una cifra superiore di quasi 1.800 euro rispetto alla media nazionale. Questo dato ha registrato un ulteriore incremento del 4% rispetto all’anno precedente. Siracusa guida una classifica regionale in cui anche altre grandi aree metropolitane mostrano forti segnali di sofferenza economica come Palermo, Catania, Trapani e Ragusa. L’impennata dell’inflazione ha colpito in modo asimmetrico. In territori dove i salari medi o i tassi di occupazione stabili sono storicamente più bassi rispetto al resto d’Italia, l’aumento dei prezzi dei beni primari come luce, gas, spesa alimentare, ha costretto una fetta consistente del ceto medio a richiedere piccoli prestiti o a utilizzare carte di credito revolving semplicemente per arrivare a fine mese o coprire spese mediche e imprevisti. Con la contrazione della capacità di risparmio in Sicilia, il ricorso alle rateizzazioni è diventato l’unico canale accessibile per mantenere lo standard di vita o sostituire beni necessari. Come ricorda la CGIA, il pericolo sorge quando il debito cresce più velocemente degli stipendi. A Siracusa, l’accumulo di oltre 8.400 euro di passività a breve termine per famiglia accresce sensibilmente il rischio di insolvenza e di sovraindebitamento, drenando mensilmente risorse che potrebbero essere destinate a consumi reali locali o a investimenti produttivi.

 

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