Rifiuti, l’anno difficile della gestione. Quali prospettive adesso per Siracusa?
A voler usare un eufemismo, é stato un anno difficile per il servizio di raccolta rifiuti a Siracusa. E non solo per la qualità percepita dei servizi o per la percentuale di differenziata che sale a fatica. Quando, a febbraio scorso e con una manovra repentina, quasi dall’oggi al domani, Tekra decise di affittare il ramo d’azienda alla giovanissima RisAm – incluso il milionario appalto di Siracusa – in molti iniziarono a vaticinare fosche ombre all’orizzonte. Pochi mesi dopo, la scoperta dell’attivazione della procedura di crisi sembroʻ confermare prospettive complesse, ad un anno dalla scadenza del contratto di gestione. Adesso la notizia dei provvedimenti eseguiti dalla Gdf in Campania, su disposizione del Tribunale di Nocera Inferiore che parrebbero coinvolgere -secondo varie fonti – proprio quelle società.
Già ad inizio anno c’erano perplessità diffuse a Siracusa su quella operazione – tra soggetti di diritto privato – concepita e formalizzata senza un preventivo coinvolgimento di Palazzo Vermexio. Di fatto, l’ente non ha potuto fare altro che prendere atto della situazione ed avviare tutt’al più i controlli di competenza. Questo equivale a dire che il Comune si è ritrovato davanti ad una scelta già compiuta e con margini di intervento ridotti, in un settore – quello dei rifiuti – che non ammette vuoti operativi, trattandosi di servizio essenziale.
Gli uffici del settore Igiene Urbana, al termine delle verifiche, hanno ritenuto, “nel migliore interesse della città”, di procedere. Senza che vi sia stato un atto politico come una ordinanza, una deliberazione di giunta o di consiglio comunale. Anzi, filtrò un certo disappunto dal secondo piano del Palazzo di Città. Anzitutto per il poco preavviso con cui, dalla Campania, arrivarono al Comune di Siracusa le notizie su quella volontà di affitto del ramo di azienda.
I tecnici ed il dirigente del settore avrebbero potuto dire di no all’accordo tra aziende private? In linea di principio si, ma solo in presenza di una motivazione netta. Invece, in sussistenza di quegli elementi che consentivano al dirigente di dare il via libera, é stato ritenuto prevalente l’interesse a dare continuità ad un servizio che non può essere interrotto. Non è da escludere che, adesso, tutto quell’incartamento venga sottoposto a nuovo esame, per una ulteriore verifica della correttezza delle scelte assunte ad inizio anno da parte del settore Igiene Urbana.
Intanto, poco prima dell’inizio della era RisAm, vi fu anche una calda seduta di Consiglio comunale, chiusa con un provvedimento di tutela per gli stipendi dei lavoratori del servizio.
La domanda ricorrente oggi é: cosa accadrà? In attesa di dichiarazioni ufficiali da parte di Palazzo Vermexio, proviamo ad ipotizzare. La raccolta rifiuti è un servizio essenziale, quindi il sindaco ha potere di ordinanza in deroga alle norme. Ma in presenza di un’amministrazione giudiziaria dovrebbe non essere necessario farvi ricorso. Più pressante, invece, la necessità di predisporre una gara ponte urgente, il cui breve orizzonte temporale di gestione – meno di un anno – potrebbe però dissuadere molte aziende dal parteciparvi.












