Caso Nexus, FdI “chiama” in aula anche l’assessore alla Legalità, Coppa

 Caso Nexus, FdI “chiama” in aula anche l’assessore alla Legalità,  Coppa

Cresce la pressione politica sull’amministrazione comunale di Siracusa dopo lo scoppio dello scandalo Nexus. Fratelli d’Italia chiede un confronto istituzionale sulla vicenda e sollecita la convocazione urgente del Consiglio comunale, con la partecipazione dell’assessore alla Legalità, Pierpaolo Coppa, chiamato a riferire su quanto emerso dall’inchiesta.
Al momento, le uniche dichiarazioni pubbliche del sindaco Francesco Italia sono quelle affidate a un breve video diffuso sui social. Una presa di posizione che non ha soddisfatto il gruppo consiliare di FdI, che ha giudicato la risposta del primo cittadino politicamente inadeguata rispetto alla portata della vicenda.
Ma la presa di posizione dei consiglieri Paolo Cavallaro e Paolo Romano si concentra anche su un altro aspetto emerso dalle conversazioni intercettate nell’ambito dell’inchiesta Nexus: il fastidio manifestato, in alcuni passaggi, nei confronti dei consiglieri comunali che approfondiscono gli atti amministrativi, verificano le procedure e si soffermano sui dettagli dei provvedimenti.
Per Fratelli d’Italia, questo elemento rappresenta un’occasione per ribadire il valore del controllo democratico esercitato dall’assemblea cittadina. “È un aspetto che riteniamo importante fare conoscere, perché aiuta a comprendere il valore concreto del controllo democratico esercitato dal Consiglio comunale”, afferma il gruppo consiliare.
FdI rivendica quindi il lavoro svolto attraverso accessi agli atti, interrogazioni, analisi dei documenti, verifiche e sopralluoghi. Un’attività che, secondo Cavallaro e Romano, non si limita alla presentazione di richieste formali, ma prosegue con solleciti e iniziative ogni volta che le risposte degli uffici risultano incomplete o tardano ad arrivare.
I due consiglieri riferiscono di avere dovuto scrivere anche al segretario generale e al direttore generale del Comune per richiamare l’attenzione sulla mancata risposta di alcuni dirigenti alle interrogazioni presentate. Una circostanza che, nella loro ricostruzione, evidenzia le difficoltà incontrate nell’esercizio delle prerogative consiliari e la necessità di insistere per ottenere chiarimenti puntuali.

 

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