Caos idrico a Siracusa, Cavallaro (FdI): “Superato limite di tollerabilità”

 Caos idrico a Siracusa, Cavallaro (FdI): “Superato limite di tollerabilità”

La grave crisi del servizio idrico a Siracusa è il tema centrale della denuncia fatta da Paolo Cavallaro Capogruppo Fratelli D’Italia. Un’emergenza, come sottolinea Cavallaro, caratterizzata da prolungate interruzioni della fornitura d’acqua e da un’inefficiente comunicazione con il gestore. L’esponente politico ha chiesto l’intervento immediato del sindaco Francesco Italia e il coinvolgimento della Prefettura per garantire il coordinamento istituzionale e l’assistenza alle utenze colpite. “La situazione del servizio idrico a Siracusa ha ormai superato ogni ragionevole limite di tollerabilità – esordisce Cavallaro – . Anche oggi numerosi cittadini segnalano di essere nuovamente senz’acqua, dopo giorni di interruzioni, abbassamenti di pressione, riparazioni e ripristini annunciati. A rendere ancora più pesante la situazione c’è la difficoltà di comunicare con Aretusacque. Sono numerosi i messaggi sui social di cittadini che riferiscono attese telefoniche lunghissime, in alcuni casi vicine a un’ora, senza riuscire ad ottenere risposta. Un gestore di un servizio pubblico essenziale deve essere organizzato anche per affrontare un’emergenza e fornire tempestivamente informazioni agli utenti. Se Aretusacque non riesce a garantire un servizio telefonico adeguato, deve intervenire il Comune di Siracusa. Chiedo che venga attivato immediatamente un numero dedicato all’emergenza idrica, attraverso il quale raccogliere le segnalazioni dei cittadini, individuare le situazioni più urgenti e fare direttamente da tramite con il gestore.
Ci sono anziani, persone con disabilità e famiglie che si ritrovano improvvisamente senz’acqua, con serie difficoltà persino per le più elementari esigenze di igiene personale. E ci sono zone nelle quali l’acqua arriva con una pressione talmente bassa da rendere difficile o impossibile il normale utilizzo degli elettrodomestici e degli impianti domestici. Sono disagi improvvisi, continui e ormai insopportabili. E mentre tutto questo accade, le bollette continuano regolarmente ad arrivare. È quindi legittimo – sootolinea Cavallaro – chiedere quali indennizzi spettino agli utenti quando il servizio viene interrotto o erogato per periodi prolungati in condizioni non adeguate. Non può funzionare un sistema nel quale il cittadino paga puntualmente e, quando l’acqua manca, deve anche arrangiarsi per capire a chi telefonare, come procurarsela e se abbia diritto ad un indennizzo. Ancora più grave è che, nonostante il protrarsi dei disservizi, non ci risulta che sia stato predisposto un adeguato servizio sostitutivo attraverso autobotti e Protezione civile. E qui emerge una responsabilità politica che non può essere ignorata. Colpisce il silenzio del Sindaco Francesco Italia. Di fronte a tanti cittadini in difficoltà non abbiamo ascoltato neppure una parola pubblica di vicinanza e solidarietà da parte del primo cittadino. Eppure oggi Francesco Italia non è soltanto il Sindaco della città. Dopo le dimissioni degli assessori, su di lui si concentrano le relative rubriche, compresa quella della Protezione civile, oltre al servizio idrico che aveva già mantenuto. Ed è contemporaneamente Presidente dell’ATI idrico. Non ci risulta che abbia pubblicamente comunicato di essere intervenuto presso Aretusacque per pretendere spiegazioni sulle cause dei continui disservizi, sui tempi effettivi di ripristino e sulle misure da adottare. Se lo ha fatto, lo dica alla città e riferisca quali risposte ha ricevuto. Se non lo ha ancora fatto, intervenga immediatamente. Il Sindaco deve attivare i servizi necessari per garantire autobotti nelle zone maggiormente colpite, assicurare assistenza prioritaria alle persone fragili, predisporre un canale comunale per raccogliere le segnalazioni e utilizzare anche il proprio ruolo di Presidente dell’ATI per ottenere dal gestore risposte precise – continua il capogruppo di Fratelli d’Italia – . La crisi politica che attraversa Palazzo Vermexio non può trasformarsi anche in paralisi amministrativa. La città può attendere che la politica risolva i propri problemi; chi è senz’acqua non può attendere. Per questa ragione ho deciso di interessare immediatamente anche la Prefettura, chiedendo che venga valutata ogni iniziativa utile a garantire il necessario coordinamento istituzionale di fronte ad una situazione che riguarda un servizio pubblico essenziale. Ma Aretusacque deve rispondere anche ad una questione di fondo. La rete idrica di Siracusa non è diventata improvvisamente vecchia il 25 giugno 2026. Le condutture erano le stesse anche prima del cambio di gestore e anche con SIAM si verificavano guasti. Ma la frequenza dei disservizi che stiamo registrando e, soprattutto, i tempi necessari per riportare l’erogazione alla normalità impongono una domanda: perché questa situazione si sta verificando con tale intensità proprio dopo il cambio di gestione? Occorre sapere se siano cambiate le procedure operative, le modalità di ricerca dei guasti, le manovre sulla rete o i sistemi utilizzati per intervenire sulle criticità. Non formulo conclusioni senza conoscere i dati tecnici, ma non può essere sufficiente attribuire ogni volta tutto alla vetustà delle condotte. Aretusacque spieghi alla città cosa è cambiato nella gestione della rete dal 25 giugno ad oggi. E serve finalmente una programmazione pubblica e verificabile – conclude Cavallaro – , ovvero una mappa delle principali criticità, interventi strutturali già effettuati e programmati, priorità e tempi. Serve un cronoprogramma pubblico, che consenta ai cittadini di sapere cosa si farà, dove e quando. Rinnovo quindi il mio appello affinché Aretusacque e ATI possano illustrare in Consiglio comunale lo stato della rete e il programma degli interventi. L’aula consiliare è il luogo nel quale questo confronto può avvenire pubblicamente e con la necessaria trasparenza. Oggi, però, l’emergenza viene prima di tutto, quindi serve un numero dedicato che risponda ai cittadini, autobotti per chi è senz’acqua, assistenza alle persone fragili e un Comune che faccia da interlocutore diretto con Aretusacque fino al completo ripristino del servizio. La pazienza dei siracusani non può diventare la soluzione ai problemi della rete”.

 

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