Consiglio comunale, “Insieme” voterà la sfiducia all’amministrazione Italia
“Il nostro voto favorevole alla mozione di sfiducia in Consiglio comunale non è mai stato in discussione. E’ la naturale, coerente conseguenza del nostro ruolo di opposizione seria e intransigente, condotta sin dal primo giorno nell’esclusivo interesse di Siracusa. Ciò che respingiamo con forza, tuttavia, sono le speculazioni sul metodo e il clima velenoso che sta soffocando il dibattito cittadino”. A dichiararlo sono i consiglieri comunali del gruppo Insieme, Ivan Scimonelli e Ciccio Vaccaro, intervenendo per fare definitiva chiarezza dopo le polemiche sollevate sulla mancata sottoscrizione iniziale del documento di sfiducia presentato dalle altre forze di opposizione. “Le nostre firme non compaiono in calce al documento per un motivo semplice, trasparente e inequivocabile ovvero noi non siamo stati coinvolti – spiegano Scimonelli e Vaccaro –. Non abbiamo partecipato alla stesura, non siamo stati chiamati a confrontarci sul testo né alla raccolta firme. Su passaggi istituzionali di questa portata, il coinvolgimento deve fondarsi sul rispetto reciproco e su un confronto preventivo e trasparente. Consideriamo un errore politico aver voluto procedere a tappe forzate escludendo parte dell’opposizione, ma troviamo inaccettabile che questa esclusione sia stata poi strumentalizzata per alimentare sospetti e tentativi di delegittimazione contro il nostro gruppo. Le firme si mettono quando si costruiscono gli atti insieme in quanto le posizioni politiche si dimostrano con i fatti e con il voto in Aula”. Il gruppo Insieme tiene a tracciare una netta linea di demarcazione rispetto alla natura del proprio giudizio. “La nostra posizione resta fermamente garantista. Le aule di tribunale sono i luoghi deputati ad accertare eventuali reati e responsabilità penali, non i banchi del Consiglio comunale. La nostra sfiducia non è figlia delle inchieste di cronaca o delle indagini in corso, bensì del fallimento amministrativo di questa esperienza di governo cittadino. Quanto emerso negli ultimi mesi non è che il sintomo evidente di una “mala gestio” e di un malcostume diffuso che ha paralizzato Siracusa”. Da qui il forte distinguo nel modo di intendere l’azione politica ribadito dai consiglieri. “Votiamo la sfiducia, ma non possiamo nasconderci la verità. La mozione di sfiducia non rappresenterà la bacchetta magica né la fine automatica dei mali della città. Ci rifiutiamo di essere assimilati a un modo sguaiato e tossico di fare politica, ridotto a uno scontro permanente e a un regolamento di conti tra fazioni. La politica deve smettere di rincorrere vendette e rancori personali e tornare a fare il proprio mestiere ovvero occuparsi dei bisogni concreti della gente, della vivibilità dei quartieri, del lavoro e dei servizi essenziali”. Tuttavia oggi dal dibattito pubblico sono del tutto assenti le grandi questioni. “Le condizioni per un vero rilancio sociale economico e culturale di Siracusa – concludono Scimonelli e Vaccaro – . Chi pensa che basti mandare a casa un sindaco per ricostruire il futuro della comunità commette un grave errore di prospettiva. Serve serietà, non demagogia. Non poniamo condizioni, non chiediamo ruoli né accordi sottobanco: chiediamo solo che la mozione venga calendarizzata con la massima celerità possibile. I cittadini hanno il diritto di vedere la chiarezza delle posizioni attraverso voti palesi e responsabili, non tramite retroscena o polemiche sterili. Il gruppo Insieme risponderà presente, a testa alta e con la consueta autonomia di giudizio”.













