Teatro greco: concerti, mistero restauro e fruizione. L’assessore Scarpinato: “Progetto per ascensore”
Mattinata a Siracusa per l’assessore regionale ai Beni Culturali, Francesco Scarpinato. Insieme al direttore ad interim del parco archeologico, Antonino Lutri, Ha visitato l’area della Neapolis, con un prolungato sopralluogo al teatro greco. Poi tappa al museo archeologico regionale Paolo Orsi. Ad accompagnarlo, i vertici provinciali di Fdi: il parlamentare Luca Cannata, il commissario cittadino Paolo Romano e il capogruppo consiliare Paolo Cavallaro.
“Si può sempre migliorare ma ho trovato tutto in ordine”, ha esordito. Poi subito focus sul teatro greco. “E’ una meraviglia unica che ci invidia tutto il mondo”, le parole di Scarpinato. Nel perenne dibattito tra fruizione e valorizzazione, ecco la solita questione concerti si-concerti no. “In questi anni c’è stato un limite che è stato dettato proprio da me. Quando siamo arrivati, ad esempio, i numeri dei concerti erano diversi. Ora gli appuntamenti sono numericamente contenuti e soprattutto ci siamo concentrati sulla qualità dei concerti”, le parole dell’assessore. E su questa linea, pare di capire, si proseguirà anche per l’estate 2027.
“In questi anni, Siracusa ha registrato numeri turistici importanti. La città è paradigma di riferimento per i suoi tantissimi luoghi della cultura. Abbiamo cercato di offrire servizi di qualità, di ampio respiro e vi devo dire che i numeri ci hanno dato ragione”, si compiace Scarpinato. La grande presenza turistica ha sollevato, però, anche critiche come quelle relative all’accessibilità dei siti monumentali e archeologici. “Il parco archeologico di Siracusa si è classificato in posizione utile per il progetto dell’ascensore che permetterà ai disabili di arrivare a poter vedere le bellezze del teatro. Questo significa che il personale dei beni culturali, il direttore del parco, ma anche il soprintendente (al momento le due figure sono la stessa persona, ndr) non hanno mai fatto mancare la propria disponibilità e lungimiranza. Intercettare queste tipologie progettuali ci da l’opportunità di lavorare, abbattere le barriere e soprattutto migliorare la fruibilità per tutti”.
Ma gira e rigira, si torna sempre a parlare di teatro greco. E del suo restauro, indicato dal precedente direttore – Carmelo Bennardo – come necessario ed imminente, con particolari cantieri per interventi su singoli “spicchi” del monumento scolpito nella roccia, senza precluderne la fruizione turistica. “Siamo il primo governo regionale che ha avviato un percorso virtuoso per il teatro greco di Siracusa. Abbiamo fatto realizzare uno studio ad hoc, finalizzato a comprenderne realmente lo stato di salute”. In attesa della pubblicazione dei risultati, resta un alone di mistero sulle reali condizioni del monumento del Temenite e sulle azioni che saranno condotte per la sua eventuale salvaguardia.
Da Siracusa, intanto, l’assessore regionale Scarpinato annuncia una nuova tutela per i siti minori, soprattutto sfruttando le opportunità del partenariato pubblico-privato “per cercare di coinvolgere non solo la cittadinanza, ma le associazioni e quindi rendere fruibili tutti i luoghi della cultura. Ci stiamo lavorando, è già in cantiere un progetto ad hoc che guarda a tutte e 9 le province siciliane”. Nella città di Archimede, il progetto dovrebbe portare alla riapertura del cosiddetto Ginnasio romano.
Per i beni culturali siciliani servono però forze nuove. Custodi, archeologi e tutte le figure afferenti al settore. “Ci sono in arrivo 10 archeologi, già firmati i contratti. Altrettanti arriveranno in servizio entro il 2027. Abbiamo sbloccato i concorsi, prima ingessati dai conti. I beni cultuali sono materia esclusiva della Regione, chiederò al governo nazionale una deroga ad hoc per fare un concorso che possa reclutare 400 persone per garantire quel turn over necessario e il trasferimento del necessario know how tra chi va in pensione e i giovani neoassunti”.
Nella conversazione con l’assessore regionale c’è anche un passaggio sul Castello Maniace ed in particolare l’ex piazza d’Armi, ridotta a parcheggio. “Ma quel piazzale è del Demanio e noi non possiamo intervenire su un’area che non è nostra. Il demanio lo ha dato in concessione ad una società che è subentrata a quella fallita, quindi noi non possiamo fare nulla. A gennaio abbiamo però acquisito la proprietà del fossato. Ci sono lavori di manutenzione degli edifici adiacenti alla biglietteria, in buona sostanza nei servizi igienici, nei locali del personale di custodia. A luglio sono stati condotti interventi di restauro conservativo nella sala Ipostila”, elenca Scarpinato. La situazione per la ex piazza d’Armi potrebbe cambiare nel 2029, quando il Demanio rientrerà in possesso dell’area oggi in concessione. In quel momento si potrà valutare una cessione, magari alla sovrintendenza. Per la fortezza Eurialo, invece, ancora nessuna novità sostanziale.













