A Rosolini niente prima campanella e i genitori contestano il rinvio dell’anno scolastico
A Rosolini oggi non è suonata la prima campanella dell’anno scolastico. L’avvio delle lezioni è stato infatti posticipato al 21 settembre, sulla base di un’ordinanza firmata nei giorni scorsi dal sindaco Giovanni Spadola. Una decisione assunta per consentire una disinfestazione straordinaria degli istituti, ma da correlare anche alle preoccupazioni legate alle elevate temperature registrate nei giorni precedenti.
Un provvedimento che ha avuto anche una significativa eco regionale e che, nelle intenzioni dell’amministrazione, punta a tutelare studenti e personale scolastico. Ma proprio nel giorno in cui bambini e ragazzi avrebbero dovuto tornare tra i banchi, a farsi sentire sono i comitati dei genitori degli istituti comprensivi “S. Alessandra” e “De Cillis”**, che manifestano amarezza e contrarietà per il rinvio.
I genitori, pur dicendosi consapevoli dell’attenzione riservata al benessere e alla salute degli studenti, ritengono che il posticipo non rappresenti una soluzione adeguata e rischi, al contrario, di produrre ripercussioni sul piano educativo, sociale ed economico.
Tra le principali criticità indicate c’è innanzitutto la “perdita di giorni di attività didattica” che, secondo le famiglie, comprometterebbe la continuità dell’offerta formativa, sottraendo tempo all’apprendimento e alla socializzazione degli studenti.
Ma a pesare, secondo i genitori, è soprattutto l’impatto sull’organizzazione familiare. Il rinvio avrebbe infatti lasciato centinaia di genitori lavoratori alle prese con la necessità di gestire i figli durante le giornate feriali, proprio alla ripresa delle attività lavorative. Le famiglie ricordano di avere già affrontato durante l’estate costi aggiuntivi e, in alcuni casi, fatto ricorso a permessi non retribuiti o servizi di babysitting.
Nella lettera, indirizzata al sindaco di Rosolini, viene inoltre evidenziata una apparente contraddizione: a luglio, quando gli istituti hanno ospitato i progetti Pon, molte famiglie avrebbero aderito in massa, utilizzando quelle attività come alternativa durante la chiusura scolastica, senza che – sostengono i comitati – fossero sollevate analoghe preoccupazioni per le alte temperature o per gli aspetti legati alla salute pubblica. Il rinvio di quattro giorni, invece, viene considerato una soluzione temporanea che rischia di trasferire sulle famiglie il peso di una situazione che, invece, richiederebbe interventi programmati.
Da qui le richieste rivolte all’amministrazione comunale: realizzazione di aree verdi e zone d’ombra, impianti di ventilazione o climatizzazione a basso impatto energetico, tende solari e adeguamento degli infissi, con l’obiettivo di rendere gli edifici adeguati anche in presenza di condizioni climatiche particolarmente difficili.
Sorprende che la presa di posizione dei comitati dei genitori arrivi proprio nel giorno che segna l’avvio ufficiale dell’anno scolastico, mentre l’ordinanza sindacale che dispone il rinvio sia arrivata quasi due settimane addietro. In una cittadina che si prepara alle elezioni amministrative, anche la campanella scolastica pare diventare, così, materia politica.
foto generata con strumenti di IA













