Acqua, è scontro sull’asse Siracusa-Avola. Italia (Ati) replica a Cannata (FdI) e passa all’attacco
Dopo il nuovo affondo del parlamentare Luca Cannata sulla gestione del servizio idrico nel siracusano, replica il presidente Ati (e sindaco del capoluogo) Francesco Italia. E diventa scontro. “Cannata pretende di impartire lezioni di efficienza, trasparenza e tutela delle bollette. Prima dovrebbe spiegare perché ad Avola, città che ha amministrato, la quasi totalità delle circa tredicimila utenze risulti priva di contatore e si continui a fatturare l’acqua sulla base di consumi convenzionali. E dovrebbe spiegare come mai tre progetti destinati alle infrastrutture idriche di Avola, per oltre quattro milioni di euro, siano stati esclusi dal finanziamento regionale, compreso quello da 2,77 milioni destinato proprio ai contatori. La responsabilità politica che invoca per gli altri vale anche a casa sua”, dice subito Italia. “Mi assumo la responsabilità di pretendere un servizio migliore, verificare i costi e tutelare gli utenti. Cannata faccia altrettanto rispetto ai risultati della città che ha amministrato e utilizzi il proprio ruolo parlamentare per contribuire a reperire risorse per le reti. I cittadini hanno bisogno di acqua, investimenti e bollette corrette. Le lezioni di efficienza, per essere credibili, devono essere accompagnate dai risultati”, la posizione politica del presidente Ati.
Poi entra nel dettaglio delle contestazioni mosse dal parlamentare meloniano. Quanto ai disagi lamentati dai cittadini di Siracusa, Italia assicura che l’Ati idrico è presente ed ha sollecitato il gestore Aretusacque a garantire interventi tempestivi. “Respingo però il tentativo di trasformare quei disagi in una rappresentazione nella quale Cannata si assegna il ruolo di controllore e cancella ogni responsabilità della propria esperienza amministrativa”, insiste Italia tornando sulla questione contatori. “Già nel 2014 il Comune di Avola prevedeva consumi forfettari ‘nelle more della completa installazione dei contatori’. Nel 2021 è stato disposto l’acquisto e la posa di appena trecento misuratori: un intervento dimensionato su poco più del 2 per cento delle circa tredicimila utenze. Il successivo progetto pilota, su adesione volontaria, non ha risolto il problema. Lo stesso Comune ha dichiarato che le adesioni sono state pochissime. Il Piano d’ambito fotografa l’assenza dei misuratori nella quasi totalità delle utenze e descrive anche interruzioni notturne dell’erogazione e criticità legate alle pompe direttamente collegate alla rete. Questo è il quadro dal quale arrivano le lezioni di Cannata”, punge Francesco Italia. “Oggi l’amministrazione avolese attribuisce al gestore d’ambito il compito di installare i contatori. Bene: riconoscere gli obblighi del nuovo gestore non cancella gli anni nei quali il problema è rimasto irrisolto sotto la gestione comunale”.
Quanto ai progetti del Comune di Avola esclusi dai finanziamenti, il presidente dell’Ati presenta il conto. “Il decreto regionale 927 del 17 giugno 2026 riporta l’esclusione di tre progetti per Avola: 2.766.965 euro per i contatori di ultima generazione, 800 mila euro per la condotta di via Petrara e 443.074,21 euro per la progettazione del potenziamento della condotta della sorgente Miranda. Per il progetto dei contatori – prosegue Italia – la Regione rileva la presenza dei soli allegati M e Q e l’assenza degli altri. Anche per la condotta Petrara viene indicata documentazione incompleta; per Miranda viene segnalata la coincidenza con il progetto Petrara. Parliamo di candidature per complessivi 4.010.039,21 euro rimaste escluse: un’occasione mancata per intervenire sulle reti e sulla misurazione dei consumi”. Secondo Luca Cannata, il Comune avrebbe trasmesso quanto richiesto e richiama il ruolo dell’Ati nella presentazione delle candidature. “Il confronto si faccia allora sui protocolli, sugli allegati effettivamente inviati e sui tempi di trasmissione. L’Ati aveva invitato i Comuni a verificare i progetti e segnalato le candidature incomplete e il rischio di esclusione. Siamo disponibili a ricostruire ogni passaggio. La trasparenza deve valere per l’intera vicenda”, precisa Italia.
Lo scontro su Avola si sposta anche sulle tariffe. “Il Comune di Avola dichiara pubblicamente che le proprie sono approvate da Arera. Indichi allora gli estremi della predisposizione tariffaria dell’Ati e del provvedimento di approvazione dell’Autorità. I cittadini devono poter verificare su quali atti si fondino le somme richieste. La fatturazione a forfait è inoltre oggetto di contestazioni di Federconsumatori, che ha annunciato una segnalazione ad Arera, e di controversie giudiziarie sulle quali il Comune ha proposto appello. Non anticipiamo gli esiti di quei procedimenti. Chiediamo però la stessa chiarezza che Cannata pretende quando parla di Siracusa”, la ferma posizione del sindaco del capoluogo e presidente Ati.
Nell’ultima assemblea Ati, polemiche anche per la querelle sulla natura giuridica di Aretusacque. “Non abbiamo atteso le iniziative di Cannata per esercitare le nostre funzioni di controllo sull’operato del gestore. Appreso del parere che escludeva la qualificazione di Aretusacque come società a controllo pubblico – spiega Italia – abbiamo acquisito un approfondimento legale di segno opposto e convocato l’Assemblea per esaminarne le conclusioni. La Convenzione di gestione contiene precisi obblighi sul rispetto delle norme in materia di affidamenti e attribuisce all’Ati poteri di accesso, ispezione ed esame documentale. L’Assemblea del 3 novembre ha deliberato la ricognizione degli affidamenti e dei relativi costi. Le verifiche proseguiranno e, ove ne emergano i presupposti, saranno interessate le autorità competenti, Anac inclusa”.




