Acqua, elettricità e servizi web: “Troppi turisti e reti sottodimensionate, regolamentare i flussi”
La sensazione diffusa tra chi ha un’attività commerciale o ricettiva in Ortigia è che tutti i nodi siano adesso arrivati al pettine. Le frequenti interruzioni idriche sono solo la punta dell’iceberg, in coda ad una stagione segnata da frequenti noie che riguardano – secondo quanto lamentato – l’erogazione di energia elettrica e persino i collegamenti internet. “Il fatto è che le reti sono sottodimensionate per il volume di persone ed attività che si concentrano nel centro storico da maggio a ottobre”, segnala Stefano Gentile, presidente di Cna Ristoratori. “Non riescono a soddisfare una richiesta che è cresciuta troppo negli anni, sino ad arrivare a questa estate record, di presenze e disagi”, aggiunge. La soluzione? “Regolamentare i flussi turistici, se possibile. Provare l’introduzione di un ticket di ingresso per limitare le eccessive presenze. Bisognerebbe discuterne, ma non mi pare che il tema interessi la politica”.
Intanto, anche oggi giornata difficile per bar, ristoranti e locali pubblici. “L’altro ieri i primi distacchi idrici. Da ieri pomeriggio manca l’acqua e ancora in tarda mattinata continua il disagio. Molti colleghi sono rimasti chiusi ieri sera e stanno dovendo disdire adesso tutte le prenotazioni. Alcuni turisti stanno andando via dai b/b e dalle case vacanze. La perdita economica è notevole. Io riesco a lavorare perchè ho un piccolo serbatoio che riempio con autobotti private circa 4 volte al giorno. Ma sono costi in più”, spiega Gentile.
Nelle settimane scorse c’era stato un incontro con Aretusacque. “Comprendiamo bene che la rete è vecchia e mal ridotta e che ci vorrà tempo per risolvere tutte le criticità accumulate. Ci hanno assicurato l’avvio di interventi a breve e siamo fiduciosi. Ma come è con il servizio idrico è anche per l’energia elettrica e per internet, fondamentale per le nostre attività. Ci vorranno anni per rendere le reti performanti per il grande assorbimento che oggi c’è in Ortigia. E nel frattempo, per continuare a tenere, non vedo alternative ad una politica di regolamentazione dei flussi turistici. Altrimenti – conclude Gentile – saremo tra le prime vittime dell’overtourism”.












