Addio ad Antonio Gelardi, tragedia improvvisa alla Pizzuta. Fu direttore del carcere di Brucoli

 Addio ad Antonio Gelardi, tragedia improvvisa alla Pizzuta. Fu direttore del carcere di Brucoli

Era Antonio Gelardi, ex direttore della casa di reclusione di Augusta, l’uomo vittima ieri pomeriggio di una tragedia improvvisa, consumatasi in strada alla Pizzuta. Gelardi ha perso la vita mentre transitava tra via Monti e via Randone. Inutili i disperati tentativi di soccorso operati dai sanitari del 118, giunti alcuni minuti dopo le prime chiamate. A loro non é rimasto che constatare l’avvenuto decesso. Sul posto anche agenti della Polizia di Stato, per tutti gli accertamenti del caso. Al momento, l’ipotesi principale é quella di un malore fatale ed improvviso. La scomparsa di Gelardi ha destato sgomento, soprattutto ad Augusta, dove per tanti anni ha lavorato e dove lo ricordano come un uomo di cultura e di cuore, spesso impegnato in iniziative per il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti e di sensibilizzazione dei più giovani. Noto anche per la Swing Brucoli’s Brother Band, “Antonio Gelardi- così lo ricorda il sindaco di Augusta Giuseppe Di Mare-  ha saputo interpretare il proprio ruolo con umanità, equilibrio e una visione moderna del sistema penitenziario. Durante gli anni trascorsi alla guida del carcere di Augusta-prosegue il primo cittadino- ha costruito un rapporto autentico con il territorio, promuovendo iniziative che hanno aperto l’istituto alla città e avvicinato la comunità a una realtà spesso poco conosciuta.Ha creduto nel valore della rieducazione, nel dialogo con le scuole, nel coinvolgimento delle associazioni e nella funzione sociale che una struttura penitenziaria può svolgere quando si apre al confronto e alla crescita delle persone. Ricordo -conclude- un uomo delle istituzioni sempre disponibile, capace di ascoltare e di costruire relazioni positive con il territorio. Il suo impegno ha contribuito a rafforzare il legame tra Augusta e la Casa di Reclusione, lasciando un’eredità importante che continuerà a vivere nel lavoro e nei progetti che ha promosso”.

 

 

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