Addio padre Carlo, l’arcivescovo: “Dedizione agli ultimi, innovativo nel rispetto della Chiesa”

 Addio padre Carlo, l’arcivescovo: “Dedizione agli ultimi, innovativo nel rispetto della Chiesa”

La pur capiente chiesa di Bosco Minniti si è rivelata troppo piccola per contenere tutto l’affetto di quanti hanno voluto tributare un ultimo saluto a padre Carlo D’Antoni, scomparso nei giorni scorsi all’età di 71 anni. In tanti hanno voluto esserci per accompagnarlo in questo dolente tratto del suo cammino, stringendosi attorno alla comunità parrocchiale ed a quanti negli anni hanno condiviso con lui un pezzo di strada.
Una vita spesa dalla parte degli ultimi, con la porta della sua chiesa sempre aperta a chi aveva bisogno. Senza barriere, senza chiedere appartenenze, senza fermarsi davanti alle differenze di religione o di provenienza. Per padre Carlo, l’accoglienza era una scelta quotidiana, tradotta in gesti concreti e nella disponibilità all’ascolto dell’altro. Seduti tra i banchi, c’erano anche alcune di quelle persone che lo avevano incontrato nei momenti di difficoltà, uomini e donne che avevano trovato nella parrocchia un punto di riferimento, e quanti ne avevano conosciuto l’impegno sociale. Ordinato sacerdote nel 1979, ha prestato servizio a Solarino, poi a Fontane Bianche e, dal 1992, come parroco di Santa Maria Madre della Chiesa, a Bosco Minniti.
Nella sua omelia, l’arcivescovo di Siracusa, Francesco Lomanto, ha sottolineato i valori della carità e dell’amore per il prossimo, citando il Vangelo nel passaggio in cui Gesù si identifica con gli ultimi, con i bisognosi e i sofferenti. E la carità verso il prossimo è stato un pilastro della missione pastorale di padre Carlo. “Dedizione totale agli ultimi, agli immigrati e ai braccianti, accompagnandoli verso la crescita umana, l’autonomia lavorativa e il rispetto della dignità della persona”. Rinunciando a sé stesso, per donare tutto agli altri e sostenere la comunità parrocchiale. “Nonostante la sua visione aperta, innovativa e proiettata verso il sociale, ha mantenuto un profondo rispetto e un’obbedienza costante verso la Chiesa”, ha ricordato Lomanto prima di invitare la comunità tutta alla preghiera in suffragio di padre Carlo, alla consolazione della famiglia e dei fedeli, e a pregare per il dono di nuove vocazioni sacerdotali.

 

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