Aeroporto di Catania, Nicita (Pd): “Privatizzazione Sac, tra incertezza e opacità”

 Aeroporto di Catania, Nicita (Pd): “Privatizzazione Sac, tra incertezza e opacità”

La procedura di privatizzazione della Sac, la società che gestisce l’aeroporto di Catania, finisce al centro di un’iniziativa parlamentare. A sollevare il caso è il senatore del Partito Democratico Antonio Nicita, che denuncia criticità nel percorso in atto e annuncia tre iniziative istituzionali: il deposito di un’interrogazione al Governo, la richiesta di audizioni in Commissione bicamerale Insularità e una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
‘La privatizzazione della Società Aeroporto Catania S.p.A. (SAC) sta procedendo in un quadro di incertezza e opacità che non è accettabile per un’infrastruttura strategica nazionale – afferma Nicita – quando per alcune tratte abbiamo chiesto da tempo al Governo, senza essere ascoltati, l’avvio della procedura di oneri di servizio pubblico ai sensi dell’art. 16 del regolamento europeo 1008/2008″.
Il senatore dem punta l’attenzione sulla mancanza di condizioni preliminari ritenute essenziali. “Non si può pensare di cedere il controllo di un aeroporto strategico ed essenziale per i siciliani, con concessione fino al 2049, senza che siano stati chiariti alcuni punti. Manca un quadro regolatorio chiaro, una definizione dei vincoli su strategie e fabbisogno insulare, una perizia indipendente sul valore dell’asset e non sono chiare le garanzie per i territori”.
Secondo Nicita, i rischi sarebbero concreti e immediati. “Il rischio è evidente, trasferire quella che possiamo definire una rendita monopolistica senza chiari vincoli a favore di cittadini e imprese, con possibili effetti su tariffe, investimenti e qualità dei servizi”. Un allarme che si inserisce nel più ampio contesto dell’insularità siciliana. “Senza alternative modali reali, il sistema aeroportuale della Sicilia orientale resta un mercato captive e richiede quindi regole più stringenti, non meno”.
Non manca un rilievo sul piano istituzionale. “La decisione di cedere il controllo viene assunta mentre il principale azionista, la Camera di Commercio del Sud-Est, è commissariato, mentre la governance riflette equilibri e logiche meramente politici. Questo potrebbe porre un tema serio di legittimazione nelle scelte strategiche”, sottolinea il senatore.
Tra i punti evidenziati anche il possibile impatto sul piano della concorrenza, soprattutto in caso di ingresso di grandi operatori o fondi sovrani. “L’eventuale presenza di soggetti già attivi nel settore aeroportuale o collegati a vettori aerei, impone una valutazione rigorosa sia sotto il profilo concorrenziale sia sotto quello dei poteri speciali dello Stato”.
Con l’interrogazione, Nicita chiede al Governo di chiarire se intenda fermare o riconsiderare la procedura fino alla definizione di un quadro regolatorio completo. Parallelamente, la richiesta di audizioni mira a un esame parlamentare immediato prima della pubblicazione del bando, mentre la segnalazione all’Antitrust sollecita una valutazione preventiva sui profili concorrenziali.
“Non è una battaglia ideologica contro il privato – conclude Nicita – ma una richiesta di responsabilità: prima si definiscono regole, garanzie, vincoli e valore dell’asset, poi si vende all’interno di un chiaro perimetro. Fare il contrario significa esporre un’infrastruttura strategica e un intero territorio a rischi che non possiamo permetterci”.

 

Potrebbe interessarti