Aretusacque: tariffe, investimenti, impianti. Parla Giuseppe Assenza, presidente Consiglio di Sorveglianza

 Aretusacque: tariffe, investimenti, impianti. Parla Giuseppe Assenza, presidente Consiglio di Sorveglianza

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Cambio nel servizio idrico a Siracusa. Parte dal capoluogo la nuova gestione integrata a guida Aretusacque che, entro 12 mesi, si prenderà cura delle reti, degli impianti e delle utenze di tutta la provincia. “Non cambia soltanto il nome, perché prima c’era una concessione data ad una società privata (Siam, ndr). Adesso invece è una società a partecipazione mista pubblico-privata ad occuparsi del servizio idrico integrato. In Aretusacque il 51% appartiene ai comuni della provincia di Siracusa e il 49% a un socio privato (Acea, ndr) che deve apportare il suo know-how e dare un sostegno di competenze alla società”, spiega il presidente del Consiglio di Sorveglianza, Giuseppe Assenza.
È proprio la natura della nuova società a rappresentare la principale novità. Se la gestione operativa è affidata ad Aretusacque, il controllo pubblico è esercitato attraverso il Consiglio di Sorveglianza, organo previsto dal modello dualistico adottato dalla società. Composto da professionisti eletti dai sindaci della provincia (“con un consenso dell’80%”), il Consiglio non gestisce direttamente il servizio ma vigila sull’operato del Consiglio di Gestione, approva i bilanci, indirizza le scelte strategiche e verifica il rispetto degli impegni assunti dal socio privato.
“Il nostro compito è quello di controllare e vigilare. È chiaro anche dal nome, rappresentiamo il controllo della parte pubblica, mentre la parte privata deve eseguire gli investimenti e garantire il raggiungimento degli obiettivi previsti”, spiega Assenza. “Controlleremo il rispetto dei tempi, degli investimenti e della realizzazione delle opere. Le scelte strategiche e di alta amministrazione competono proprio al Consiglio di Sorveglianza”.
Per gli utenti, almeno nell’immediato, non cambierà quasi nulla. Gli sportelli restano negli attuali uffici di via Santa Panagia mentre il numero verde del pronto intervento diventa 800.53.53.53. Il personale ex Siam è già transitato nella nuova società, mantenendo anzianità, qualifiche e condizioni economiche. “Era un passaggio fondamentale – sottolinea Assenza – perché abbiamo tutelato lavoratori che conoscono già il territorio e la rete. Anche i cittadini continueranno così ad avere gli stessi punti di riferimento”.
Nessuna rivoluzione sul fronte delle tariffe. “Per i primi 12 mesi almeno, non ci sarà alcun cambiamento. Abbiamo chiesto al socio privato di applicare la clausola di salvaguardia, così ogni Comune continuerà ad utilizzare le tariffe già in vigore”, dice al riguardo Giuseppe Assenza. In prospettiva, con il completamento del passaggio di tutti i 18 Comuni alla gestione unitaria, si arriverà ad una tariffa unica provinciale. “In alcune cittadine, dove ad esempio mancavano i contatori o dove non c’era un controllo attento o maggiori perdite, col tempo la tariffa potrebbe subire dei ritocchi. Ma nulla di traumatico”. Eventuali adeguamenti, precisa Assenza, non dipenderanno da decisioni discrezionali del gestore ma dai criteri fissati da Arera, l’Autorità nazionale che regola il servizio idrico. La vera differenza, secondo il presidente del Consiglio di Sorveglianza, sarà adesso nella possibilità di programmare investimenti di lungo periodo. “Il precedente gestore viveva di proroga in proroga e questo non consentiva una pianificazione. Oggi abbiamo una prospettiva trentennale e possiamo finalmente programmare interventi sulla rete, sugli impianti di depurazione e sulla tutela dell’ambiente”.
Fondamentale sarà il contributo di Acea, chiamata a mettere a disposizione competenze tecniche e progettuali. “Servono progetti esecutivi per intercettare finanziamenti regionali, nazionali ed europei. Se i Comuni ne sono già dotati, li utilizzeremo. Altrimenti sarà Aretusacque a predisporli”. Una condizione indispensabile per partecipare ai grandi bandi destinati alle infrastrutture idriche. Fino ad ora, la provincia di Siracusa ha assistito da spettatrice ad alcuni grandi bandi per interventi sulle reti idriche. Per molti, non poteva partecipare in quanto ancora priva di un piano d’ambito provinciale. “Per altri si poteva partecipare anche in forma singola, come hanno fatto alcuni Comuni della provincia di Siracusa. E quei progetti in parte sono stati finanziati, sono una decina circa. Però ora anche accedere ai finanziamenti, diventa molto più facile. Noi siamo operativi. Occorre, naturalmente, avere un pacchetto di progetti pronti e quini verificare se i Comuni hanno dei progetti esecutivi. Se non dovessero averli, dovremmo provvedere noi, come Aretusacque”.
Il percorso di acquisizione degli impianti provinciali, intanto, avverrà gradualmente. Dopo Siracusa toccherà a Floridia e Solarino, già collegati al depuratore del capoluogo. Successivamente entreranno nella gestione unitaria i Comuni della zona sud, con priorità a Noto, Pachino, Portopalo, Avola e Rosolini, per poi completare il passaggio della zona nord. A riguardo, c’è ancora qualche diatriba tra sindaci. Non è un mistero, ad esempio, la posizione critica di Palazzolo come quella – per altri motivi – di cittadine della zona sud. “Purtroppo – commenta Giuseppe Assenza – esistono sempre, magari, delle interpretazioni differenti. Stiamo cercando di risolverle. Cerchiamo il dialogo. E sicuramente, siccome abbiamo come interlocutori delle persone intelligenti e capaci, che sono gli amministratori e i sindaci, sicuramente si troverà un accordo e si risolveranno i problemi che ci sono stati fino adesso”.
Tra le priorità non c’è soltanto il potenziamento delle reti in provincia, inclusa la capacità di depurazione. Anche Siracusa richiederà interventi importanti, soprattutto nelle aree maggiormente interessate dall’incremento dei flussi turistici. “Non abbiamo particolari problemi di disponibilità della risorsa idrica – osserva Assenza – ma di perdite e di riequilibrio delle pressioni. Ortigia, Borgata e la zona sud della città registrano consumi sempre più elevati durante l’estate. E questo richiederà investimenti specifici per aumentare la capacità della rete”.
Infine, un richiamo alla sostenibilità. “L’acqua non è una risorsa illimitata. Siamo fortunati perché il nostro territorio dispone di sorgenti e pozzi, ma dobbiamo comunque tutelarla e utilizzarla in modo responsabile. Parallelamente agli investimenti sulle infrastrutture servirà anche una nuova cultura dell’acqua”.

 

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