• Avrebbe favorito detenuti, contestata l’aggravante mafiosa a poliziotto penitenziario

    Avrebbe favorito esponenti mafiosi rinchiusi in carcere a Cavadonna. E’ la nuova contestazione mossa nei confronti dell’agente di polizia penintenziaria arrestato nel giugno scorso perchè accusato di aver passato informazioni all’interno ed all’esterno dell’istituto di pena.
    Le indagini sul 55enne avolese, coordinate dal sostituto Gaetano Bono e dal procuratore aggiunto Fabio Scavone, sono scattate dopo alcune segnalazioni sul comportamento dell’agente. Utilizzate anche telecamere per ulteriori riscontri. Le accuse a suo carico sono di atti contrari ai doveri di ufficio, peculato e false attestazioni. Da giugno si trova in carcere.
    Il difensore dell’indagato, Sebastiano Troia, nega seccamente che l’agente 55enne abbia percepito somme in denaro per i suoi presunti favori. Gli unici “doni” ottenuti sono stati una bottiglia di amaro ed un caciotta.
    Nei mesi scorsi, intanto, due detenuti, entrambi avolesi sono stati trasferiti dopo il provvedimento cautelare nei confronti del poliziotto penitenziario.

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