Bimba contesa, per la Procura “ostacolato il ricongiungimento con la madre biologica”
Una vicenda umana e giudiziaria complessa che, come è noto, coinvolge una bambina di sette anni, la madre biologica e la coppia siracusana che l’ha accolta dopo il suo arrivo in Italia da minore straniera non accompagnata. E’ stata eseguita l’ordinanza del Gip che dispone il divieto di incontro nei confronti dei coniugi che avevano in affidamento la minore.
La misura si inserisce nell’ambito di un’indagine che ipotizza, tra l’altro, la fattispecie di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice in materia di minori. Un quadro indiziario che dovrà essere ulteriormente approfondito, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza.
La minore, nata all’estero nel 2019, giunse in Sicilia nel febbraio del 2022 dopo essere stata soccorsa in mare dalla nave Ocean Viking. Sbarcata a Pozzallo senza genitori o familiari, venne affidata provvisoriamente a una coppia siracusana selezionata tra i richiedenti adozione.
Per oltre un anno le ricerche dei familiari non produssero risultati. Nel luglio del 2023 venne avviata la procedura per il riconoscimento dello stato di abbandono e della successiva adottabilità. Pochi giorni dopo, però, emerse una svolta decisiva. Una donna arrivata in Italia nel 2023 stava cercando la figlia e il successivo esame del Dna confermò il rapporto di maternità.
Da quel momento il Tribunale per i Minorenni di Catania ha disposto il percorso di riavvicinamento tra madre e figlia, culminato nella decisione del 17 luglio 2025 che prevedeva il progressivo ricongiungimento della bambina con la madre biologica.
Secondo gli investigatori, quel percorso sarebbe stato ostacolato dai genitori collocatari. La Procura parla di “reiterato ed ostinato rifiuto” di dare esecuzione alle decisioni del Tribunale e sostiene che, dal luglio 2025, sarebbero state poste in essere “operazioni di intralcio al ricongiungimento tra la minore e la madre naturale, sia attraverso azioni materiali di vero ostruzionismo, sia attraverso forme di ‘plagio’ rivolte alla piccola”.
Determinanti, nell’inchiesta, sarebbero state le valutazioni degli specialisti incaricati dal Tribunale, in particolare psicologi e neuropsichiatri infantili. Il Tribunale per i Minorenni, nel marzo scorso, ha quindi disposto il trasferimento della minore in una famiglia-ponte con generalità riservate, in vista del definitivo ricongiungimento con la madre biologica. Per la Procura, vi sarebbe stato un presunto coinvolgimento diretto della bambina nella contrapposizione tra gli adulti. Nella relazione degli specialisti emergerebbe un quadro di sofferenza psicologica
“La notifica dell’ordinanza – si legge nella conclusione del comunicato – ha consentito di dare esecuzione al provvedimento del Tribunale per i minorenni rimasto fino ad oggi ineseguito”. La Procura ribadisce tuttavia che le contestazioni si fondano su un quadro indiziario ancora in fase di verifica e che gli indagati devono essere considerati innocenti fino all’eventuale accertamento definitivo delle responsabilità nelle sedi giudiziarie competenti.












