Caldo estremo, Schifani: “Rispettare ordinanza”. I sindacati, “servono controlli”
Il caldo estremo torna a mettere sotto pressione anche il mondo del lavoro e dalla Regione arriva un richiamo preciso: la tutela della salute dei lavoratori deve venire prima di tutto. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, interviene sull’ondata di calore che sta interessando l’Isola e invita le imprese a rispettare rigorosamente l’ordinanza regionale del 12 giugno scorso, che nei casi di maggiore rischio vieta lo svolgimento di attività lavorative all’aperto nelle ore più calde.
“Il caldo eccezionale di questi giorni sta mettendo a dura prova tutti, anche chi può stare al riparo”, afferma Schifani. “Pensiamo quindi a chi lavora all’aperto, sotto il sole, con temperature che in alcune zone della Sicilia stanno raggiungendo livelli estremi”.
Da qui l’appello rivolto direttamente ai datori di lavoro. “Rispettate l’ordinanza regionale del 12 giugno che, nelle situazioni di maggiore rischio, vieta il lavoro all’aperto nelle ore più calde”. Il presidente della Regione richiama alla responsabilità, soprattutto in una fase caratterizzata da temperature particolarmente elevate. “Non si può mettere a rischio la salute di chi lavora”, conclude.
Ma sul fronte della sicurezza nei cantieri arriva anche la presa di posizione dei sindacati, che chiedono di passare dalle disposizioni ai controlli effettivi.
FenealUil Sicilia Centrale, Filca Cisl Ag-Cl-En e Fillea Cgil Enna hanno presentato un esposto generale agli organi competenti chiedendo l’immediata intensificazione delle verifiche nei cantieri della provincia di Enna, proprio alla luce della nuova ondata di calore.
L’iniziativa non riguarda una singola azienda, né un particolare cantiere. È invece il risultato, spiegano i sindacati, di quanto osservato durante l’intera stagione estiva e di quella che viene definita una diffusa disapplicazione delle disposizioni a tutela dei lavoratori nelle giornate e nelle fasce orarie più rischiose.
“Non è possibile affidare la sicurezza degli operai esclusivamente a un’ordinanza, per quanto importante, se poi non esiste un sistema capace di garantirne concretamente l’applicazione”, affermano i segretari generali Francesco Mudaro, Luca Gintili e Salvo Carnevale. “Una norma senza controlli rischia di diventare un pezzo di carta mentre, sotto il sole, continuano a lavorare persone in carne e ossa”.
Per le organizzazioni sindacali, dunque, l’emergenza caldo deve trasformarsi in un’occasione per costruire un sistema di prevenzione stabile, evitando di arrivare ogni estate a intervenire soltanto quando le temperature hanno già raggiunto livelli critici.
L’obiettivo indicato è quello di arrivare all’estate 2027 con una disciplina più strutturata e uniforme. Tra le richieste figurano controlli capillari nei cantieri e nelle ore maggiormente esposte, squadre territoriali “anti-caldo”, il coordinamento degli organismi di vigilanza sotto la regia del Prefetto, sistemi di rilevazione di temperatura e umidità, una mappatura preventiva dei cantieri e formazione obbligatoria sul rischio da calore.
I sindacati chiedono inoltre sanzioni più severe, compresa la sospensione delle attività, nei confronti delle imprese che dovessero esporre i lavoratori a condizioni tali da mettere a rischio salute e sicurezza.













