• Canale Galermi, le immagini del sopralluogo. Cafeo (IV): “class action contro la Regione”

    “Lo scorso 14 luglio, accompagnato da alcuni titolari di concessione per l’approvvigionamento idrico, ho effettuato un sopralluogo lungo l’acquedotto Galermi, sia all’altezza delle chiuse di Belvedere sia presso il sito di Pantalica. Ho constatato di persona da una parte la potenziale abbondanza di acqua e dall’altra le condizioni disastrose delle infrastrutture storiche e anche di quelle più recenti, pressoché abbandonate da quando è il Genio Civile ad occuparsi della manutenzione, nonché un’evidente riduzione della portata del canale dopo le paratie di Belvedere, evidentemente chiuse da qualcuno”. Così Giovanni Cafeo, deputato regionale di Italia Viva.
    “Già nel luglio del 2018 a pochi mesi dal mio effettivo insediamento, avevo presentato un’interrogazione sul tema ottenendo per risposta la prima di una lunga serie di promesse senza seguito. Nel 2020, l’allora assessore all’agricoltura (Bandiera, ndr) rispondeva sostenendo che entro l’estate tutti i problemi sarebbero stati risolti. Ma purtroppo, come ben sanno gli agricoltori che continuano a pagare il canone, anche questa volta quanto affermato non è stato poi seguito dai fatti”.

    La proprietà dell’opera è del Demanio ma non c’è certezza sull’ente che avrebbe dovuto occuparsi della manutenzione: Genio Civile o il Consorzio di Bonifica? “Ecco quindi che prosegue il disagio da parte dei fruitori del canale, costretti a subire un odioso ping-pong di responsabilità da parte del governo”.
    A febbraio 2021 è stato approvato in commissione di merito l’impegno di spesa per la manutenzione del Canale Galermi, previsto in 500 mila euro. “L’approvazione definitiva dell’emendamento alla legge di stabilità regionale però, come sappiamo, porterà il contributo agli attuali 200 mila euro, tutt’ora disponibili ma inspiegabilmente inutilizzati”.
    Nel corso del sopralluogo è emersa una ipotesi di responsabilità diretta nel tenere chiuse le paratie di Belvedere, “le cui conseguenze sembrano evidenti, passando in zona Targia, dove da una parte si può vedere il normale scorrere dell’acquedotto e dall’altra uno stillicidio di acqua del tutto insufficiente che, se si dimostrasse dipendere dalla semplice chiusura delle valvole a monte oggetto del sopralluogo, rappresenterebbe una beffa inaccettabile oltre che un evidente danno ai concessionari interessati”, dice ancora Cafeo. “Chi ha accesso ai lucchetti delle paratie può quindi decidere di limitare a piacimento la portata del canale? Possibile che le attenzioni del governo regionale abbiano sempre come oggetto non i siciliani e la gestione ottimale dei servizi essenziali ma piuttosto il riequilibrio delle forze di maggioranza e la riorganizzazione delle poltrone? La risposta a queste domande, purtroppo retoriche, è con tutta l’amara evidenza sotto gli occhi dei cittadini siciliani che ormai hanno capito, loro malgrado, con chi hanno a che fare”.
    Giovanni Cafeo ha messo a disposizione di chi fosse interessato un avvocato per avviare una class action “e chiedere alla Regione un risarcimento, a ristoro degli oltre due anni di inefficienza dell’opera, per la quale il canone non è mai stato sospeso. Chiunque volesse aderire, può contattare il numero della segreteria 0931-1962200 o la mail info@giovannicafeo.it”.

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