Cassibile e la tendopoli dei braccianti stranieri: "utilizzare i container della Protezione Civile"

 Cassibile e la tendopoli dei braccianti stranieri: "utilizzare i container della Protezione Civile"

Il caso Cassibile all’attenzione della Prefettura e della politica siracusana. A luci spente, senza proclami, dagli uffici di piazza Archimede stanno lavorando ad una soluzione del decennale problema della baraccopoli che nasce nei pressi dello svincolo autostradale, a pochi passi dall’ingresso sud della frazione siracusana. Centinaia di braccianti stagionali, per la gran parte stranieri, trovano rifugi di fortuna in un improvvisato “villaggio” privo di servizi. E in tempi di restrizioni da coronavirus è aumentata la diffidenza dei cassibilesi verso quelle persone che, alle volte, si spostano a gruppi nella frazione, ignorando il divieto di assembramento ed ogni altra norma disposta per contenere i contagi da covid-19. Da quel punto di vista, la situazione non pare destare preoccupazioni. Ma la problematica, anche di ordine sociale, c’è e merita attenzione. Quella che parte della politica sta mettendoci in queste giornate. Come il parlamentare siracusano Paolo Ficara e il deputato regionale Stefano Zito (M5s). “A marzo abbiamo avuto un incontro nel corso del quale abbiamo discusso del tema con il prefetto, Giusy Scaduto. Abbiamo avuto la conferma che la Prefettura sta già seguendo la vicenda e nei giorni scorsi ha incontrato associazioni di categoria e datoriali, richiamando regole ed obblighi. Purtroppo – spiegano i due pentastellati – è un caso che da molti anni attende soluzioni, e ricordiamo che lo scorso febbraio il Ministero del lavoro ha approvato il primo Piano nazionale contro lo sfruttamento e il caporalato in agricoltura, il quale affianca interventi emergenziali e interventi di sistema o di lungo periodo. Lo si deve alla dignità di questi lavoratori ed alla sicurezza dei Cassibilesi. Per l’immediato, riteniamo ci siano le condizioni per poter utilizzare container di cui è in possesso la Protezione Civile comunale di Siracusa. È un peccato che il protocollo stilato un anno fa per il villaggio dei migranti sia naufragato senza poter neanche trovare una prima applicazione pratica. Ma adesso ci sono le condizioni per procedere e ci auguriamo anche con la dovuta sollecitudine da parte del Comune di Siracusa. E’ un momento particolare, ma con una richiesta di aiuto della Protezione Civile Regionale o alla Croce Rossa si potrebbe finalmente garantire un minimo di dignità e soprattutto adeguate condizioni sanitarie, per la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini di Cassibile”.

 

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