Chi non vuole il nuovo ospedale a Siracusa? Gianni attacca e organizza “una catena umana”

 Chi non vuole il nuovo ospedale a Siracusa? Gianni attacca e organizza “una catena umana”

La costruzione del nuovo ospedale di Siracusa pare essere diventato “un gioco di confusione continua”. La definizione è di Pippo Gianni, sindaco di Priolo. Dell’attuale classe dirigente regionale (e provinciale), pare avere poca fiducia. “Fanno a gara a chi crede per primo a quello che dice ora il Presidente della Regione, ora l’assessore alla Sanità. Questa storia non può continuare, è una vergogna infinita”, aggiunge intervenendo in diretta su FMITALIA. E annuncia una protesta con il coinvolgimento della società civile. “Una catena umana, tutti per mano dall’Umberto I alla sede della direzione Asp in corso Gelone. Dobbiamo avere una voce forte e chiara. Non possiamo continuare a perdere tempo con una burocrazia che sicuramente qualcuno sta stimolando affinchè si creino problemi. E poi la faremo di nuovo e di nuovo ancora, fino a quando non si sblocca la costruzione dell’ospedale nuovo. Sarà la mia ultima battaglia, la farò volentieri per la salute dei cittadini della provincia di Siracusa”.
Gianni, curriculum politico con esperienze da parlamentare nazionale, assessore e deputato regionale, sospetta che ci sia chi – implicitamente – rema contro. “Mi chiedo com’è possibile che questo ospedale non trovi modo di essere costruito. A chi interessa che Siracusa non abbia un ospedale moderno? Dico solo che alla provincia di Catania vanno ogni anno 50 milioni di euro di mobilità sanitaria passiva. Sei milioni a Ragusa e oltre 15 milioni per chi va a farsi curare fuori Sicilia”. E per essere ancora più chiaro, eccolo aggiungere che “il tema è che mentre noi parliamo, c’è chi sta brindando al fatto che continuano a perdere tempo”.
Il tempo, non una variabile indifferente. A giugno scatta il nuovo prezzario regionale, quindi aumenti in vista. Il che potrebbe fare saltare l’attuale quadro finanziario per la costruzione del nuovo ospedale di Siracusa. Non c’è alternativa: bisogna fare in fretta, direttamente presidiando le stanze dei bottoni.

 

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