Ciane-Saline, progetto da 5,5 milioni: anche il Libero Consorzio chiede lumi all’Anac
Anche il Libero Consorzio di Siracusa si è rivolto all’Anac (Autorità Anticorruzione) per richiedere un parere consultivo sul progetto finanziato con 5,5 milioni di euro. “Pur ritenendo corretta e conforme al quadro normativo vigente l’impostazione procedurale adottata, l’amministrazione intende promuovere tale ulteriore approfondımento per ragioni di massima trasparenza, prudenza amministrativa e rispetto dei principi di legalità e buon andamento dell’azione pubblica”, si legge nel documento con cui si dispone l’approfondimento procedurale. “La richiesta non costituisce una rimessa in discussione delle scelte effettuate”, precisa l’ente che considera la richiesta di parere segno della volontà “di sottoporre a un’autorevole valutazione il percorso amministratıvo relativo ad un intervento di particolare rilevanza ambientale ed economica”.
In precedenza, erano state le associazioni ambientaliste a rivolgersi all’Anac. Il geologo Giuseppe Ansaldi, insieme a Carmelo Iapichino, in rappresentanza del Comitato per i Parchi e delle associazioni ambientaliste (Legambiente, Italia Nostra, Lipu) ha presentato un esposto – anche alla Procura della Corte dei Conti – riguardo alla gestione dei 5,5 milioni di euro destinati alla riserva naturale Ciane-Saline. Vengono anzitutto contestate le procedure seguite dal Libero Consorzio Comunale di Siracusa, denunciando un presunto artificioso frazionamento degli appalti e il ricorso a micro-incarichi e consulenze “a tavolino”. Secondo le associazioni, inoltre, i fondi europei sarebbero sbilanciati su servizi e spese inutili (“maquillage contabile”) anziché affrontare i veri problemi strutturali della riserva. L’accusa principale è, però, che le risorse non prevedano interventi concreti per fermare l’erosione marina che sta distruggendo i delicati argini e le antiche saline, lasciando il sito privo di difese reali. Anche il deputato regionale Carlo Gilistro ha chiesto una revisione del progetto, sostenendo la necessità di adeguarlo alle effettive esigenze della riserva.
Il progetto da 5,5 milioni di euro è mirato – ricordiamo – al monitoraggio, alla conservazione e alla valorizzazione degli ecosistemi acquatici e ripariali della riserva. Le linee di intervento spaziano dal recupero naturalistico (tutela delle comunità vegetali e animali presenti negli ambienti acquatici e lungo le sponde) al monitoraggio ambientale (strumenti e attività per controllare lo stato degli ecosistemi e individuare criticità), passando per interventi sugli habitat (azioni di conservazione e ripristino degli ambienti naturali) fino alla contestata avannotteria ittica (una struttura nell’ex centrale Mezzabotte, con uno stanziamento indicato in circa 1,5 milioni di euro).












