Ciclabili si, ciclabili no: riparte il dibattito. Piscitello (Cna): “Ci sono, rendiamole utili. Ecco cosa manca”

 Ciclabili si, ciclabili no: riparte il dibattito. Piscitello (Cna): “Ci sono, rendiamole utili. Ecco cosa manca”

E’ ritornato d’attualità a Siracusa il dibattito sulle piste ciclabile. Mai realmente amate, di certo rimaste oggetto incompreso per tanti. Tra chi ne chiede la rimozione e chi, invece, ne difende l’utilità, interviene anche Elio Piscitello, esponente di Cna Siracusa, con una riflessione che prova a spostare il focus su un piano più concreto. “Io parto da un dato di fatto: le piste ciclabili esistono”, dice. “Sono state realizzate e sono lì, sulle nostre strade. Cosa farne domani? Confermarle, modificarle, ripensarle? E’ una decisione che spetta all’amministrazione in carica ed a quelle che verranno. Ognuna si assumerà le proprie responsabilità davanti alla città”. Oggi si deve, allora, guardare al presente. “Visto che ci sono, facciamo in modo che possano essere realmente utilizzate e tornare così utili alla viabilità cittadina”, sottolinea, raccogliendo anche le osservazioni che da tempo arrivano dalle associazioni ciclistiche.
Secondo il rappresentante di Cna, il nodo centrale non è tanto la permanenza delle piste, quanto la loro funzionalità. Sarà mica ce non funzionano perchè non sono (ancora) attrezzate per un uso quotidiano? “In effetti mancano alcune cose fondamentali”, risponde pronto Piscitello.
Ed ecco il dettaglio delle carenze. “Servirebbero rastrelliere sicure nei punti strategici, vicino alle attività commerciali, alle scuole, agli uffici pubblici, ai luoghi di interesse. Servirebbero punti di ricarica per le biciclette elettriche, ormai diffusissime. E poi stazioni di manutenzione con una pompa e gli attrezzi essenziali. E magari una segnaletica chiara, con mappe dei percorsi, per chi, cittadino o turista, volesse effettivamente usare quelle piste”.
Tra chi non vede di buon occhio le piste ciclabili, c’è però un’ampia fetta del mondo commerciale siracusano. Che fare, allora? Piscitello prova a ricondurre il tema a una visione più ampia della mobilità urbana e dell’economia di prossimità. “Per un’attività commerciale ciò che conta è il passaggio, il cliente che arriva. Se arriva in bici, a piedi o in auto avendo trovato parcheggio, per il commerciante non fa differenza: l’importante è che arrivi e che ci sia movimento davanti alle vetrine”.

 

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