CNA:”Commercio al dettaglio in crisi. Chiusi 904 negozi in sei anni”

 CNA:”Commercio al dettaglio in crisi. Chiusi 904 negozi in sei anni”

La piccola impresa siracusana regge, ma fatica a crescere. È questa, in sintesi, la fotografia che emerge dal nuovo studio del Centro Studi CNA Siracusa “Artigianato & Commercio: erosione strutturale”, un’analisi approfondita sulla struttura, la dinamica e la qualità del lavoro nell’economia di prossimità della provincia di Siracusa nel periodo 2019–2025. I risultati dello studio, presentati in conferenza stampa presso la Sala Pietro Speranza della sede di CNA Siracusa, ha contato sulla partecipazione dei vertici di CNA Siracusa, del Responsabile del Centro Studi Elio Piscitello, del Presidente di CNA Sicilia Filippo Scivoli e del giornalista Carmelo Miduri, dei sindaci e della deputazione regionale e nazionale del territorio. Il nuovo studio, che segue i due approfondimenti settoriali del rapporto “Un territorio in bilico. Il paradosso siracusano” e quello sul Turismo, evidenzia come la vitalità imprenditoriale effettiva del territorio, misurata dal saldo volontario tra iscrizioni e chiusure reali, sia rimasta positiva nel periodo considerato. Il vero arretramento, tuttavia, è concentrato nel commercio al dettaglio, una desertificazione commerciale che interessa 20 comuni su 21.
Al centro del dibattito della conferenza stampa sono stati due nodi strutturali che CNA Siracusa ritiene prioritari per il futuro dell’economia locale, ovvero l’accesso al credito, priorità che le imprese non riescono ad aggirare e la crescita dimensionale, il passaggio dalla micro-impresa alla piccola impresa strutturata.
Il Centro Studi CNA Siracusa ha così fotografato sei anni di cambiamenti nell’economia del territorio fino al 2025 e i numeri hanno evidenziato una “compressione cronica”, con 904 negozi al dettaglio persi dal 2019 registrando un -15%, più del doppio della media siciliana. Inoltre 20 comuni su 21 registrano un calo del commercio di vicinato con un impatto stimato fino a 450 milioni di euro di fatturato non più generato sul territorio, pari al 79,6% delle assunzioni 2025 a tempo determinato con 9 contratti precari per ogni stabile. A questo si aggiunge un gap salariale di genere del 37,1%, il più alto della Sicilia e di un 81,2% delle imprese che non hanno un piano di successione. Ma un dato resiste ovvero il saldo volontario imprenditoriale che rimane positivo registrando un +2.701, segno che la voglia di fare impresa a Siracusa non si è spenta.
Dal nuovo barometro dell’economia di prossimità, l’Indice Strutturale si attesta a 84,8% evidenziando come Siracusa sia indietro rispetto a Sicilia e Italia. Presente il responsabile del Centro Studi Elio Piscitello, il presidente di CNA Sicilia Filippo Scivoli. Alla conferenza stampa hanno partecipato il presidente del Libero Consorzio Michelangelo Giansiracusa, il vice sindaco di Siracusa Edy Bandiera, il presidente di Confcommercio Siracusa Francesco Diana e gli assessori dei comuni di Palazzolo Acreide e Portopalo di Capo Passero Spada e Burgaretta. “La crescita dimensionale delle micro imprese è la nostra priorità – dichiarano la presidente Rosanna Magnano e il segretario Gianpaolo Miceli – . Lavoreremo nei singoli comuni in piena sintonia con le amministrazioni locali”. Cinque in tutto le proposte CNA presentate quali il credito alle microimprese, l’intermediazione formale del lavoro, la formazione tecnica, la stabilizzazione contrattuale, il contrasto al diradamento del commercio di vicinato.

 

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