Contestato, l’assessore Granata risponde con uno spintone: è bufera. Civico4: “Dimissioni”

 Contestato, l’assessore Granata risponde con uno spintone: è bufera. Civico4: “Dimissioni”

Doveva essere tutto sommato una cerimonia semplice e persino “noiosa”: la svelata della riqualificata lapide che ricorda la casa natale di Elio Vittorini a Siracusa, primo momento della nuova edizione del Premio letterario di respiro nazionale a lui intitolato.
A due passi da piazza Duomo, per la “svelata” erano intervenuti il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, l’assessore alla cultura, Fabio Granata, ed il presidente dell’associazione culturale motore del premio, Vincenzo Papa. Poche decine i presenti, tra loro un contestatore piuttosto acceso che non ha gradito l’intervento ed i meriti reclamati dai rappresentanti dell’amministrazione comunale. Al punto da interromperli più volte e senza accettare l’invito ad un confronto successivo. In una veloce escalation di tensione, a perdere il controllo è l’assessore Granata che prima manda a quel paese il contestatore e poi gli si avvicina per rifilargli uno spintone. La scena viene filmata e pubblicata da Siracusanews. Il primo cittadino divide i due e prova a portare a conclusione la cerimonia.
Ma l’accaduto non passa – e non può passare – inosservato. Sui modi ed i tempi della contestazione – sempre legittima – si può discutere, meno sulla reazione dell’assessore che peraltro ha anche la delega alla Legalità. Granata avrebbe ammesso poco dopo l’accaduto la sua “intemperanza” fuori luogo. Non esattamente delle scuse pubbliche che, invece, vengono richieste.
Anche se per il movimento di opposizione Civico4 non sono sufficienti. “Il dissenso è alla base della democrazia, va rispettato da ogni amministrazione pubblica e valorizzato da ogni classe dirigente illuminata, che trova nella critica le ragioni per comprendere i propri errori e modificare i propri percorsi”, dice Michele Mangiafico. “Lo spettacolo dato oggi, spintonando un libero cittadino e aggredendo la sua legittima rimostranza, non ha scuse né può limitarsi alle scuse. È normale che la gente, a fronte di servizi di base inesistenti, sia sempre più infastidita per la vostra bulimia di inaugurazioni. Dovete dimettervi per rispetto nei confronti della città e nella consapevolezza di come la state rappresentando”.

 

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