• Covid-19, l’infettivologo: “Pazzia prendere per buoni i dati su Siracusa, aspettiamo i tamponi”

    “Non saranno numeri pazzi ma è una pazzia prenderli per buoni”. L’infettivologo Gaetano Scifo torna sui dati che riguardano l’epidemia Covid-19. Dopo avere sostenuto che i numeri non reggono rispetto a quella che può essere la concreta incidenza del virus in provincia di Siracusa, l’ex primario di Malattie Infettive dell’ospedale Umberto I ribadisce una serie di aspetti sostenuti anche durante un’intervista su FMITALIA e poi contestati dal direttore sanitario dell’Asp, l’epidemiologo Anselmo Madeddu. Scifo fa ulteriori considerazioni per motivare la sua convinzione.  “L’ Epidemia Covid-19 in Sicilia è stata meno grave che nel resto del paese e il tasso di crescita dei contagi nelle ultime settimane è in netto calo ( 1,7% ) -premette- Le previsioni sono positive, ma l’andamento dei contagi continua a dipendere dai comportamenti e nessuno è in grado di dire quando avremo esattamente contagi 0 . L’infezione in Sicilia è stata impegnativa nel centro ( Enna ) e nella zona orientale con Catania e Messina molto colpite e Siracusa coinvolta in modo non banale .  Sono interessato alla valutazione dell’infezione Covid-19 nella provincia di Siracusa quale membro sanitario del Comitato Comunale della Protezione Civile ( nel quale sono stato cooptato insieme al Dott. Angelo Giudice dal Sindaco di Siracusa Francesco Italia ) . Non sono un epidemiologo ma solo un medico pratico con solide basi cliniche e soprattutto l’esperienza di 21 anni di primario ( di Medicina Interna e Malattie Infettive ) nel territorio siracusano” . Per Scifo è macroscopica l’antinomia dei dati.  “Siracusa risulterebbe al contempo la provincia con piu’ guarigioni e con piu’ morti . Analizzando i dati , infatti , si rileva che in Sicilia le guarigioni sono 731 su 3085 casi ( il 23,7 % di tutti casi ) mentre a Siracusa le guarigioni sono 86 su 221 casi ( il 38,9 % ), percentuale superiore anche a quella media italiana 33,4 % ;  in Sicilia le morti sono 228 su 3085 casi ( Case Fatality Rate o Letalità 7,46 % ) , mentre a Siracusa i morti sono 24 su 221 casi ( Letalità 10,9 % )” . L’infettivologo entra ancora più nel tecnico e riconosce che “ragionare in termini di Letalità ( numero di morti rilevati tra gli ammalati Covid ) non ha la stessa valenza scientifica del ragionare su tassi di mortalità standardizzata , ma nel corso di una epidemia è molto piu’ facile calcolare il tasso di letalità che quello di mortalità standardizzata .
    La mortalità standardizzata, serve per confronti tra regioni o nazioni e richiede un’ analisi , fatta da chi raccoglie i dati ( ancora indisponibili almeno per me ), di stratificazione per sesso ed età espressa in decadi e la indicazione di una popolazione di controllo che va sempre precisata quando si presentano i dati . L’ epidemiologo Anselmo Madeddu avrà questi dati ma non li ha presentati e pertanto continueremo a parlare di letalità che a Siracusa non è inficiata dalla reale circolazione del virus, in quanto il numero degli asintomatici è enormemente inferiore rispetto alla Lombardia e al Nord. Nonostante spulciando i dati si osservi che la provincia di Palermo , con una popolazione tre volte superiore a quella di Siracusa, ha solo 28 decessi rispetto ai 24 di Siracusa , ritengo che l’eccesso di letalità a Siracusa non sia veritiero , a meno che l’analisi futura dimostri che l’infezione Covid-19 ha falcidiato una popolazione piu’ anziana e compromessa di pazienti a rischio .
    Lo stesso ragionamento vale per l’eccesso di guarigioni . Sono numeri da valutare “ cum juicio “ senza farsi prendere da facili entusiasmi , perché una media regionale di guariti del 23,7% rispetto a quella nazionale del 33,4% probabilmente significa solo che l’infezione in Sicilia è arrivata dopo e i pazienti infettati dopo stanno guarendo dopo. Pertanto il 38,9 % delle guarigioni a Siracusa è un dato del tutto anomalo” .
    Scifo ribadisce la convinzione che in provincia possono esserci verosimilmente 330 casi, “perché ho notato una macroanomalia nel rapporto tra pazienti infetti a domicilio e ospedalizzati : a Siracusa il rapporto è 1:1, nel resto della Sicilia il rapporto è superiore a 3 : 1.
    L’ epidemiologo Madeddu ci ha spiegato che l’alto numero di pazienti ospedalizzati rispetto a quelli in trattamento domiciliare è frutto di una strategia . Io penso che sia solo conseguenza di cifre temporaneamente non attendibili.  D’altra parte la buona gestione sanitaria di cui Madeddu è maestro , sconsiglia di ospedalizzare pazienti oligo- o asintomatici trattabili a domicilio e di metterli a contatto con pazienti gravi e complessi , aumentando il carico di lavoro di operatori sanitari già pesantemente impegnati . Io sono convinto che anche a Siracusa il rapporto tra pazienti infetti a domicilio e ospedalizzati sia di 3:1 e pertanto credo che ci siano al proprio domicilio altri 110-120 pazienti Covid , di cui molti gà guariti o in via di guarigione, non ancora classificati solo perché non hanno avuto dopo settimane il risultato del tampone . Questi pazienti emergeranno man mano che arriveranno i tamponi e già ieri si sono viste le prime avvisaglie ( dieci nuove infezioni con ricoveri in lieve calo ) .
    Molti ieri sono andati in crisi ascoltando le parole del DG che in conferenza stampa ha dichiarato 4000 tamponi effettuati a Siracusa . Io non ho avuto dubbi perché ho consultato il sito ASP ed ho letto la cifra 5708 tamponi cioè un numero magicamente sovrapponibile anche nei decimali, in rapporto alla popolazione, a quello siciliano ( 1,37 ) .  A me interessa , però , avere risposta secca a questo quesito : abbiamo i risultati dei 5708 tamponi dichiarati sul sito ? Quel numero è veritiero solo se abbiamo il risultato dei tamponi dichiarati , altrimenti è una finzione”.

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