Crisi Siracusa, è contestazione aperta al presidente Ricci. Il futuro resta un’incognita
C’era un sogno a forti tinte azzurre. La festa in piazza Duomo, il pullmann scoperto, Walter Zenga che cantava insieme ai tifosi del Siracusa. Storia di pochi mesi addietro, maggio 2025. Il presente ha altre tinte, fosche. Nella settimana in cui è attesa la prima penalizzazione in classifica – dopo la sconfitta con il Sorrento a Potenza e con l’ombra di una seconda sanzione già ventilata – il clima attorno al Siracusa Calcio è diventato rovente.
La rabbia monta tra i tifosi che solo pochi mesi fa avevano accolto Alessandro Ricci come un salvatore. Il presidente aveva infiammato la piazza con un progetto ambizioso, sintetizzato in una promessa rimasta scolpita nella memoria collettiva: “tra cinque anni in B”. Parole che avevano accompagnato l’entusiasmo per la promozione in Serie C e il ritorno tra i professionisti, vissuto come una rinascita sportiva e identitaria.
Oggi, invece, lo scenario è radicalmente cambiato. Gli striscioni comparsi in città nei luoghi simbolo del mondo ultras parlano chiaro: “Ricci vattene”. Un messaggio inequivocabile che fotografa lo stato d’animo di una tifoseria delusa e stanca di promesse non mantenute. Il sostegno a giocatori e staff tecnico non manca, anzi viene ribadito con forza. Incrollabile. La contestazione è indirizzata al vertice societario, ritenuto responsabile di una gestione che ha riportato lo spettro dell’instabilità.
Una storia che, purtroppo, non è nuova. Alì, Cutrufo, Salvoldi: anche per loro, sebbene legati a gestioni e sentimenti diversi, venne il tempo delle scritte con invito ad andare. Purtroppo è una storia che, negli ultimi vent’anni, ciclicamente si ripete con entusiasmo alternato a macerie. C’è la speranza ancora che stavolta il finale sia diverso. Ma è bene essere chiari e non nascondersi che il futuro è un’incognita. La retrocessione in Serie D, che sul piano sportivo sarebbe un colpo durissimo, viene da qualcuno considerata persino il minore dei mali rispetto ad uno scenario societario incerto. Intanto si rincorrono voci su possibili cordate e nuovi investitori. Ipotesi che però, al momento, restano tali. Con il Comune di Siracusa alla finestra, come osservatore interessato ma certo non primo attore in una eventuale crisi.
Difficile immaginare, intanto, che domenica prossima Alessandro Ricci torni a sedere in tribuna al De Simone. C’è chi ipotizza che non lo si vedrà più in città fino al termine della stagione. Sono giorni di tensione e di attesa, con una piazza ferita che teme di rivivere l’ennesimo déjà-vu, un circolo vizioso: entusiasmo, promesse, ritorno tra i professionisti e poi la caduta.













