Cugni-Calafarina, Fortuna (M5s): “No al cemento, Regione istituisca parco archeologico”
Un Parco archeologico per valorizzare le testimonianze della presenza umana antica nel siracusano. È la proposta rilanciata da Fabio Fortuna, esponente del Movimento 5 Stelle di Pachino, che chiede alla Regione di avviare l’iter per l’istituzione del vincoli di tutela archeologica per l’area di Cugni-Calafarina.
L’area custodisce infatti siti di particolare interesse per la conoscenza delle prime comunità che abitarono la Sicilia. Tra questi c’è la grotta Corruggi, nei pressi della spiaggia di Vulpiglia, considerata una delle testimonianze archeologiche costiere più significative per lo studio dei primi Homo sapiens nell’Isola. Gli scavi hanno restituito strumenti litici e tracce delle attività quotidiane che documentano una frequentazione dell’area già dal Paleolitico superiore e successivamente durante il Mesolitico, fino a circa 10 mila anni fa.
Di particolare rilievo è considerata anche la grotta di Calafarina, tra Marzamemi e Portopalo di Capo Passero. Una cavità lunga più di cento metri, frequentata già in epoca mesolitica e studiata agli inizi del Novecento dall’archeologo Paolo Orsi. Le ricerche portarono alla luce utensili in pietra e osso, frammenti ceramici e resti faunistici, offrendo elementi utili anche per ricostruire le successive frequentazioni dell’area, comprese quelle dell’Età del Bronzo.
È proprio su questo patrimonio che il M5s dell’area sud chiede un cambio di prospettiva. Secondo Fortuna, il territorio dovrebbe puntare sulla tutela e sulla valorizzazione delle proprie risorse archeologiche e paesaggistiche, anziché su nuovi interventi di forte impatto.
Sullo sfondo vi sarebbe l’ipotesi di realizzazione di un grande resort che, secondo quanto denunciato dal M5s, interesserebbe circa 50 mila metri quadrati, con la previsione di infrastrutture e strutture a servizio dell’insediamento turistico tra parcheggi, viabilità e un anfiteatro.
“Il nostro territorio è costantemente sotto attacco, ma questa le batte tutte”, sostiene Fortuna, contestando una concezione dello sviluppo turistico basata prevalentemente sul consumo di suolo. “Vogliono privarci delle nostre bellezze e impedire un sano sviluppo turistico del territorio: fatto non di cemento, ma di tutela e valorizzazione ambientale e paesaggistica, oltre che storico-culturale. Senza contare – insiste Fortuna – che l’area ricade all’interno dei vincoli di tutela di derivazione comunitaria: Zona a Protezione Speciale (ZPS), Sito d’Importanza Comunitaria (SIC) e regionale Piano Paesaggistico”.
Da qui l’appello ai deputati regionali di maggioranza. “Avviate l’iter per istituire il Parco Archeologico Cugni/Calafarina, basta un decreto del Presidente della Regione, su proposta dell’Assessore regionale per i beni culturali e l’identità siciliana”.













