Danni in Sicilia dopo il ciclone Harry, Nicita (Pd): “Dal governo risposta irricevibile”

 Danni in Sicilia dopo il ciclone Harry, Nicita (Pd): “Dal governo risposta irricevibile”

Si accende la polemica politica sul trattamento riservato dal Governo alla Sicilia colpita dal ciclone Harry. Ieri era stato il parlamentare Scerra (M5S) a parlare di un esecutivo che pare liquidare l’accaduto come emergenza di serie B. Oggi è il senatore del Partito Democratico Antonio Nicita a parlare senza mezzi termini di una risposta “irricevibile” da parte del governo Meloni.
Nel mirino del senatore, la previsione di 100 milioni di euro complessivi per tre regioni ed equamente divisa nonostante la sproporzione tra quanto avvenuto in Sicilia e quanto accaduto in Calabria e Sardegna. La cifra viene giudicata del tutto “inadeguata”, soprattutto se confrontata con gli stanziamenti adottati in passato per altre emergenze simili nel resto del Paese. “Ci si attivi con la medesima solerzia manifestata per le alluvioni degli scorsi anni – scrive Nicita – Sicilia, Calabria e Sardegna non sono figlie di un Dio minore”.
Secondo il senatore, il Governo starebbe mostrando un’attenzione “a geometria variabile”, con una gestione delle emergenze che cambia a seconda dei territori coinvolti. Da qui la richiesta di un cambio di passo immediato e di misure concrete.
Nicita elenca una serie di interventi ritenuti prioritari. In primo luogo, la sospensione degli oneri fiscali per famiglie e imprese colpite, misura per la quale è già stato presentato un emendamento al decreto Milleproroghe. Al centro anche il tema delle infrastrutture, con la richiesta di un ripristino immediato del collegamento ferroviario ionico, utilizzando mezzi e risorse già impegnati nel raddoppio del binario, e l’introduzione di bonus trasporti per i pendolari penalizzati dagli extracosti.
Sul fronte delle risorse, il senatore chiede una rapida verifica dei danni e l’individuazione di nuovi canali di finanziamento, attraverso l’utilizzo dei residui del programma Ponte sullo Stretto 2026 e l’attivazione del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea. Particolare attenzione viene riservata anche alla crisi dei litorali, con la proposta di interventi di ripascimento delle coste erose, sfruttando in modo regolamentato la sabbia e la ghiaia accumulate nelle aste torrentizie.
Nel pacchetto di richieste rientrano poi la progettazione accelerata per la ricostruzione di lungomari e viabilità, con criteri di protezione e compatibilità ambientale, e misure di sostegno economico per turismo, pesca e agricoltura, comprese forme di defiscalizzazione. Nicita invoca inoltre la rimozione dei vincoli per i Comuni in dissesto colpiti dal ciclone e una maggiore capacità finanziaria per i liberi consorzi.
Tra le proposte più articolate figurano anche la destinazione di una quota del fondo Invest-EU a interventi contro il dissesto idrogeologico, l’introduzione di obblighi di servizio pubblico (OSP) sulle tratte sensibili degli aeroporti di Catania e Palermo e un bonus sulle accise dei carburanti per compensare gli extracosti legati alle interruzioni stradali e ferroviarie. Infine, il senatore chiede una norma chiarificatrice che consenta di qualificare i danni del ciclone come “inondazione” ai fini degli obblighi assicurativi già in capo alle imprese.
Un capitolo a parte riguarda Niscemi, per la quale Nicita sollecita un decreto urgente e straordinario, alla luce di una situazione che definisce specifica e particolarmente grave.

 

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