Duplice intimidazione ai Borderi: “Paura, ma non ci sentiamo soli. Fiducia nelle indagini”

 Duplice intimidazione ai Borderi: “Paura, ma non ci sentiamo soli. Fiducia nelle indagini”

Dopo la duplice intimidazione subita, Nazarena Borderi e Gaetano Galemi scelgono parole misurate, che vanno oltre la paura e diventano denuncia civile. Ospiti di FMITALIA, durante Doppio Espresso, hanno raccontato sentimenti e pensieri di queste ore convulse. La settimana scorsa, l’attentato incendiario ai danni del magazzino in via De Benedictis. Poi, due notti fa, l’ordigno esplosivo rudimentale alla Marina. “Dopo il primo episodio abbiamo pensato che forse avevano sbagliato, forse non eravamo noi il bersaglio”, racconta Nazarena. Nessuna minaccia precedente, nessun segnale, una vita di lavoro portata avanti senza attriti. Ma il secondo atto, l’ordigno piazzato alla Marina, ha spazzato via ogni incertezza. Un’escalation forse studiata, avvenuta in pieno centro, anche sotto le telecamere. “Quello che è successo non riguarda solo noi – spiegano – ma tutta la collettività. È una minaccia alla società civile”. Un messaggio condiviso, tanto che a Siracusa si sta organizzando una manifestazione di solidarietà e contro ogni forma di criminalità.
La delinquenza organizzata ha lanciato la sua sfida. “Se fossimo stati lasciati soli sarebbe stato insostenibile – dicono Nazarena e Gaetano – invece c’è una ricerca della verità che non vuol conoscere sosta. Ringraziamo tutti per la vicinanza e grazie alle forze dell’ordine che ci seguono mattina e sera”. Al momento nessuna pista viene esclusa: racket, messaggi simbolici, dinamiche nuove della criminalità in lotta per il predominio del territorio.
Alla domanda più semplice e più difficile – “avete paura?” – la risposta è umana, senza retorica. La paura c’è, soprattutto quando squilla il telefono di notte, soprattutto per chi è padre e marito e deve proteggere i propri figli anche dalle parole. “In casa nostra questi fatti hanno gettato panico – ammettono – poi ci si veste di normalità, si accompagnano i figli a scuola, si va avanti”. È una resistenza quotidiana, fatta di gesti ordinari.
E nonostante tutto, l’attività non si ferma. I lavori alla Marina proseguono. “Ci si sente violati nella parte più intima – raccontano Gaetano e Nazarena – ma la vita deve continuare”.
Intorno a loro, intanto, si è stretta Siracusa. Messaggi, telefonate, parole di sostegno da cittadini comuni, istituzioni, associazioni. Solidarietà concreta, come quella di chi si è detto pronto ad andare ad aiutare a pulire il locale. “Queste parole ti fortificano – racconta Nazarena – ti aiutano a uscire dallo smarrimento”. Si parla anche di una manifestazione pubblica.
Resta sospesa la risposta alla “perché noi?”. Dovrà arrivare dalle indagini. Nel frattempo, resta la testimonianza di Gaetano Galemi e Nazarena Borderi. Sobria, ferma, civile.
La conversazione integrale qui:

 

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