E ora tutti scoprono TonyPitony: il post della Regione, gli articoli dei giornali “mainstream”

 E ora tutti scoprono TonyPitony: il post della Regione, gli articoli dei giornali “mainstream”

E ora tutti hanno “scoperto” TonyPitony. Persino la Regione Siciliana ha dedicato un post all’artista siracusano mascherato, dopo la vittoria nella serata dei duetti al Festival di Sanremo. Ma è quel mainstream che da sempre il performer contrasta e sberleffa che oggi si inchina al progetto nato come reazione alle regole imposte dal mercato.
Pagine e pagine, sui principali quotidiani italiani, per celebrare la consacrazione ai massimi livelli del misterioso TonyPitony che no, non si chiama Ettore come molti vanno scrivendo.

Certo, non si possono far contenti tutti. E così mentre la Radio Svizzera Italiana (RSI) parla di “una esibizione che ha fatto la storia dei duetti”, il torinese La Stampa non fa sconti: “Chi si aspettava fuoco, fiamme e trasgressione dalla combo TonyPitony-Ditonellapiaga sarà rimasto certamente deluso. Il fenomeno musicale del momento è stato ‘disinnescato’ dalla solennità dell’Ariston in una versione piuttosto classica The lady is a tramp. Poco, troppo poco a fronte del grande hype che ha accompagnato l’arrivo a Sanremo dell’artista in maschera”.
Di tutt’altro avviso La Repubblica: “Tony Pitony è il cortocircuito più evidente del pop italiano recente: un artista capace di unire tecnica e provocazione, teatro e streaming, ironia e costruzione maniacale del personaggio. Per dirla con le parole di Fiorello, ‘altro che Pucci, è lui la vera mina vagante’ di questo settantaseiesimo festival di Sanremo. E soprattutto, è uno di quei fenomeni che crescono in fretta e lasciano dietro di sé una scia di domande”.
Un paginone sul Corriere della Sera da la portata nuova del personaggio. “Tony Pitony, anche grazie alla maschera che porta «per non avere rotture», tiene nascosta la sua identità. Non si conosce il suo vero nome e non si sa granché della sua vita. Quel che è certo è che è siracusano, che continua a vivere nelle sue zone in Sicilia e che ha trascorso un lungo periodo (sette anni) a Londra, dove ha fatto esperienze artistiche e professionali di vario tipo, soprattutto nei teatri”. Da performer autentico, veste i panni del demolitore dell’industria discografica con voce potente e testi trash. “Da artista totalmente indipendente – scrive ancora il Corrire – che ha ideato la «maschera» Tony partendo dal basso e fidandosi solamente di un proprio gruppo di lavoro di fedelissimi, Tony ha espugnato tutto. È diventato virale sui social, ascoltatissimo su Spotify (oltre 2 milioni e mezzo di ascoltatori mensili e oltre 63 milioni di stream nell’ultimo anno) e preso d’assalto ai concerti, reduce da un tour completamente sold out (la data milanese è andata esaurita in 8 ore) e con 130mila biglietti già venduti per quello della prossima estate”. L’analisi del Corriere si fa ancora più puntuale: “la critica all’industria, che probabilmente non si sarebbe mai accorta di lui con dei brani «normali» oppure gli avrebbe chiesto di sottostare a determinate regole, arriva dritta a destinazione, visto che tutti adesso lo vogliono: «Se avessi dei testi seri non sarei qui. La vera cosa a cui vado contro è il mercato, l’idea del “questo non si può dire”. Invece si può». Ora Tony, che già si era avvicinato al Festival realizzando «Scapezzolate», la sigla del Fantasanremo, ha espugnato anche l’Ariston”.
Anche l’Huffington Post si inchina a TonyPitony. “Era l’oggetto misterioso della serata delle cover e ha travolto l’Ariston con una performance eccezionale”, è l’incipit dell’articolo odierno. “Oggi abbiamo capito definitivamente che questo non è un artista di passaggio, non è un incidente della musica italiana. Lui è molto di più. I benpensanti sicuramente possono storcere il naso all’ascolto dei brani di TonyPitony (…). La sua è una sfida alla compostezza dell’industria discografica contemporanea. Non è una sfida politica, è una sfida culturale e sociale. Perché TonyPitony è davvero un artista: canta e compone per davvero”.

 

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