Emanuele, professore a 19 anni: “Mi scambiavano per studente, aiuto i giovani a credere in sé”
Originario di Noto, Emanuele Lettieri ha 19 anni ed è uno dei più giovani insegnanti italiani. Lo scorso 11 marzo il suo primo giorno da insegnante tecnico pratico di Grafica e comunicazione presso l’Istituto “Marco Polo” di Cecina (Livorno).
Dopo aver inviato la domanda di messa a disposizione, ha ricevuto la convocazione dall’istituto superiore toscano. Nonostante il poco preavviso, appena 24 ore, si è precipitato nella sede scolastica indicata.
Ed è stato scambiato per uno studente, a causa della giovane età. Col sorriso, ha spiegato al personale della scuola toscana che lui, in verità, era il nuovo docente.
A raccontare la sua storia è il portale di informazione scolastica Orizzonte Scuola.
Emanuele continua intanto a studiare, per completare la sua formazione e sostenere il concorso per entrare di ruolo. E, in futuro, magari guidare una scuola con la consapevolezza e la passione che ha maturato fin da giovanissimo.
“La mia esperienza- racconta Lettieri- può essere utile a tanti giovani, convinti spesso, purtroppo, di non poter andare oltre quelli che ritengono i loro limiti, le prospettive che magari altri hanno mostrato loro come le uniche possibili. Quando ho conseguito il mio diploma di maturità all’istituto Rizza di Siracusa in Grafica e Comunicazione- prosegue- ho subito immaginato di poter diventare un insegnante tecnico-pratico. Occorreva compiere dei passaggi e seguire dei corsi per conseguire l’abilitazione all’insegnamento. L’ho fatto. Subito dopo ho effettuato il previsto tirocinio, che mi ha aperto le porte di un mestiere che vuol dire tanto altro oltre ad insegnare delle nozioni o delle attività pratiche. Per me vuol dire anche poter aiutare giovani- più o meno miei coetanei- ad acquisire una mentalità nuova, positiva, riconoscendosi capaci. Adesso insegno a Cecina, attraverso la cosiddetta Mad, messa a disposizione. E’ iniziato anche per me, quindi, il cammino di tutti gli insegnanti che ambiscono al ruolo e che si snoda anche le cosiddette gps. Ma il mio obiettivo è diventare dirigente scolastico. Significa che sono pronto ad intraprendere, mentre lavoro come insegnante, il percorso universitario e tutto quello che serve per raggiungere la meta che mi sono prefisso. Non è indispensabile essere studenti da 10 e lode per tagliare traguardi nel lavoro e nella vita. Io ero uno studente “normale”, nella media se parliamo di voti. Non è questo l’aspetto principale nel proprio percorso di studi. E’ voler fare, andare avanti, imparare a credere in se stessi. E questo è il messaggio che spero di poter trasferire ai miei studenti”.













