Ex Idroscalo dual-use, Lamba Doria: “Scelta strategica, priorità alla sicurezza del territorio”
“Potenziare la valenza logistica dell’ex Idroscalo e della base dell’Aeronautica è scelta apprezzabile”. A favore della decisione della Difesa di ‘chiudere’ alla smilitarizzazione dell’area, anche parziale, si piazza l’associazione culturale Lamba Doria.
“L’individuazione del sito quale base alternata a servizio delle forze aeree e delle componenti civili rappresenta un passaggio strategico di rilievo. La storica infrastruttura di via Elorina viene così proiettata in una dimensione moderna e funzionale, assumendo il profilo di una risorsa dual use, capace di coniugare esigenze militari e finalità civili in un’unica piattaforma operativa. Una scelta che, nel quadro degli equilibri del Sud-Est siciliano, rafforza un presidio considerato di indiscutibile valore strategico”, spiega il presidente, Alberto Moscuzza.
“Una struttura operativa e logistica efficiente è elemento essenziale nella gestione delle grandi emergenze che possono interessare il territorio. Per il sistema di Protezione Civile, sia nazionale sia regionale e del quale l’Aeronautica Militare costituisce componente fondamentale, la disponibilità di una base attrezzata e pienamente funzionale anche nelle condizioni più critiche può fare la differenza in termini di tempestività ed efficacia degli interventi”, aggiungono da Lamba Doria.
Il riferimento è alle emergenze naturali, quali terremoti, alluvioni o incendi di vasta portata, ma anche ai rischi di natura antropica, legati alla presenza della vicina area petrolchimica. In tali contesti, poter contare su un’infrastruttura già operativa, integrata nei circuiti logistici nazionali, significa garantire un più rapido dispiegamento di mezzi, uomini e risorse a tutela della popolazione.
Per l’associazione Lamba Doria, quella dell’Idroscalo De Filippis non è dunque una questione marginale né riducibile a un mero confronto urbanistico. Si tratta di una tematica prioritaria, che attiene alla sicurezza collettiva e alla capacità di risposta del territorio. Una priorità che non può essere sacrificata – per l’associazione – in nome di un waterfront “dall’affaccio a mare peraltro limitato e, allo stato, privo del necessario supporto autorizzativo derivante dalla pianificazione urbanistica vigente, al di là delle suggestive rappresentazioni grafiche circolate nel dibattito pubblico”.













