Ex Idroscalo, Siracusa chiede spazio. E dal Tar un punto per riaccendere il confronto
Cresce l’interesse dell’opinione pubblica siracusana sul futuro dell’area dell’ex Idroscalo De Filippis. Lo dimosta la sala di via Arsenale gremita questo pomeriggio, in occasione di un incontro durante il quale il Comitato Riqualificazione, l’Associazione Maria Leipik e Legambiente Siracusa hanno fatto il punto sull’istanza di parziale smilitarizzazione della grande area di via Elorina che da cento anni é la casa dell’Aeronautica. Una istanza partita dal basso, dalla cittadinanza, per ricurire il rapporto tra la città ed il suo mare e dare fiato ad una nuova linea di sviluppo a sud. Sembrava aver incontrato, negli anni scorsi, anche il favore della Difesa con l’allora sottosegretario Mulè che aprì a progetti futuri che “aprissero” anche alla parte pubblica l’area oggi totalmente militare. Poi anni di silenzi, sino al bandi pubblicato nel 2024 da Difesa Servizi per l’utilizzo privato dell’area dell’ex Idroscalo, anche per attività simil-ricettive. Un fulmine a ciel sereno per quanti accarezzavano invece l’idea di un possibile, nuovo waterfront. Sono nati così diversi ricorsi al Tar, due in particolare discussi nelle ore scorse. Il primo, quello con cui si chiede di annullare il bando, é stato rinviato al 6 maggio. L’altro, quello con cui si chiedeva l’accesso a documenti e informazioni sin qui mancanti – ad esempio quelle relative a sopraggiunte necessità militari – é stato invece accolto. Motivo di soddisfazione per i proponenti, ovvero l’Associazione Leipik, il Comitato Riqualificazione e Legambiente. “Siamo stati ritenuti credibili e portatori di interesse legittimo”, commenta l’avvocato Giovanni Randazzo, presidente dell’Associazione Leipik. Poco distante, Pucci La Torre (Comitato Riqualificazione) sottolinea come l’istanza di parziale smilitarizzazione “non é atto contro il Governo, la Difesa o chicchessia. Vogliamo solo far valere un diritto dei siracusani e recuperare un pezzo del mare, oggi largamente vietato. Almeno quello specchio interno all’area del porto Grande, visto anche come siano diminuite negli anni le esigenze militari in un’area che é urbanizzata e attaccata al centro storico. Vogliamo convincere le autorità militari che é possibile trovare una soluzione di equilibrio, che contemperi tutte le giuste necessita. Certo non siamo contro sviluppo e lavoro, però non si può procedere tagliando fuori l’interesse pubblico”.
A proposito di interesse pubblico, La Torre e Randazzo fanno notare con amarezza come il Comune di Siracusa non abbia, sino ad ora, ritenuto di dover appoggiare la richesta che ormai si leva forte da una ampia porzione di opinione pubblica. “Non hanno ritenuto di dover unirsi ai nostri ricorsi. Questo dispiace”, commentano.
Intanto, nei prossimi giorni dovrebbe arrivare a Siracusa il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, per visionare l’area. Lo aveva anticipato il parlamenta Luca Cannata (FdI). “Confidiamo di essere invitati a partecipare al sopralluogo. E che ci sia possibilità di parlarsi”, dice a riguardo Giovanni Randazzo.
In una vicenda in cui gli scenari sono spesso cambiati, forse c’e ancora spazio per un nuovo equilibrio.













